A volte la storia politica italiana fa giri talmente assurdi che sembra scritta da uno sceneggiatore con troppo tempo libero. Il caso del generale Roberto Vannacci è precisamente questo: un paradosso vivente, un boomerang mediatico che ha colpito dritto chi voleva fermarlo. Il tutto con un epilogo che oggi fa sorridere qualcuno e imbarazzare molti altri.
Un generale rispettato ma sconosciuto al grande pubblico
Vannacci era un nome pesante nelle Forze Armate, conosciuto per le missioni internazionali, per i ruoli di comando, per il curriculum impeccabile che gli aveva garantito stima e riconoscimento dentro l’ambiente militare. Fuori da quel perimetro, però, non se lo filava quasi nessuno. Uno che, se entrava in un bar, non veniva certo assediato da richieste di selfie. Un ufficiale di carriera stimato, ma per il grande pubblico totalmente anonimo.
Il libro autopubblicato che accende la miccia
Poi succede l’imponderabile. Vannacci decide di autopubblicare un libro su Amazon. Niente lancio, niente ufficio stampa, niente tour promozionale. Un libro che, nelle più rosee aspettative, avrebbe potuto vendere qualche decina di copie e finire nel limbo delle pubblicazioni autoprodotte che leggono autore, cugino e due colleghi.
Gli attacchi mediatici della stampa e l’effetto boomerang
Ed è qui che entra in scena la stampa “illuminata”. Alcuni articoli di un noto quotidiano molto collocato politicamente lo individuano come il nuovo bersaglio ideale. Il libro viene bollato come reazionario, retrogrado, omofobo, xenofobo. La macchina editoriale si mette in moto, con editoriali infuocati e una narrazione martellante. Nel frattempo scatta anche un’indagine giudiziaria: Vannacci finisce sotto riflettori che fino a quel momento non aveva mai cercato. Citato e querelato per più reati.
Dal bersaglio al best-seller: l’ascesa inattesa
Il risultato? L’esatto opposto di ciò che i suoi critici immaginavano. Il libro vola in cima alle classifiche, supera le 300.000 copie e trasforma il suo autore in un milionario. Vannacci viene candidato dalla Lega alle elezioni europee e raccoglie un consenso impressionante: oltre mezzo milione di preferenze, secondo solo al plebiscito ottenuto da Giorgia Meloni. Uno tsunami politico, amplificato proprio da chi avrebbe voluto spegnerlo prima ancora che potesse accendersi.
La conclusione giudiziaria. Assoluzione totale
A quel punto mancava solo la conclusione del procedimento giudiziario, arrivata come un colpo di scena finale: assoluzione piena, “perché il fatto non sussiste”. Nemmeno l’accusa ha ritenuto che vi fosse qualcosa da contestare. Fine della storia? Non proprio. Perché la morale resta sul tavolo, chiara come un neon acceso.
La lezione sulla comunicazione. Come trasformare un avversario in icona
Chi voleva limitarlo gli ha costruito un trampolino. Chi intendeva ostacolarlo gli ha spalancato un pubblico nazionale. Chi cercava di spegnerlo gli ha fornito la più potente accensione mediatica possibile.
Quando gli avversari diventano il miglior alleato
E qui il titolo si scrive da solo. A volte i nemici ti fanno un favore che gli amici non avrebbero mai avuto il coraggio di concederti.
La Redazione di National Daily Press
https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Vannacci

