La morale, che dovrebbe essere lo studio e la pratica dei diritti e dei doveri, finisce per diventare lo studio dei doveri altrui… verso di noi! (August Strindberg)
Drammaturgo, scrittore e poeta svedese, morto nel 1912, ci consegna questa frase sferzante, che però ha un indubbio fondamento di verità; noi siamo inflessibili giudici della moralità altrui, soprattutto quando i vizi del prossimo colpiscono i nostri diritti… quando invece dobbiamo giudicare noi stessi, l’oggettività della morale lascia spazio ad un metro molto allentato che può essere tirato come più ci aggrada. La morale (studio e pratica dei diritti e dei doveri) è un esercizio vitale e personale, e solo nell’equilibrio di entrambe le posizioni, dei diritti e dei doveri, trova il suo senso… ed è autentica; quindi non si possono scaricare tutti i doveri sugli altri, per così tutelare i nostri diritti.

