Il pane conserva quasi una maestà divina. Mangiarlo nell’ozio è da parassiti; guadagnarlo laboriosamente sembra un dovere; rifiutarsi di dividerlo è da crudeli! (Charles Pierre)
Filosofo, teologo e missiologo belga della Compagnia di Gesù, morto nel 1954, ci dice che, in tutte le culture, il pane è il simbolo onnicomprensivo del cibo ed ha anche un risvolto religioso; vengono compiute alcune considerazioni sullo spreco, sull’iniqua divisione dei beni naturali, sull’impegno operoso, sulla carità fraterna. Centrale è, certo, il tema della fame nel mondo (un argomento che è spesso declamato con parole sdegnate, ma che alla fine non smuovono di un millimetro l’impegno degli stati e le scelte della società). Alla mensa della terra, imbandita da Dio, noi occidentali ci siamo accaparrati i posti migliori e ci siamo allargati fino ad estromettere una folla immensa che è in piedi o sdraiata, pronta solo a catturare le nostre briciole. Diventa perciò un’esortazione per noi, non solo a non sciupare il cibo, ma anche a far in modo di non perpetuare questa ingiustizia!

