La vera misura di un uomo la si vede da come tratta una persona dalla quale non potrà ottenere nulla in cambio! (Samuel Johnson)
Critico letterario, poeta, saggista, biografo e lessicografo britannico, morto nel 1784, ci dice e sottolinea, tra le diverse cose che potremmo esaminare, la gratuità. Potremmo definirla “dimensione dell’agire che porta ad avvicinarsi agli altri, a sé stessi o alla natura, mai in modo puramente strumentale”. La gratuità non è un atteggiamento di moda in una società che da più di due secoli continua a immaginarsi nata e legittimata da un «contratto sociale» e che si fonda su una contabilizzazione totale delle prestazioni, considerando il valore di ogni persona in base al rendimento sociale, misurato in termini rigorosi di «valore di scambio». Una società che ha sempre di più marginalizzato il comunitario e che tende a trasformare ogni forma di rapporto umano in un contratto oneroso retto dalla regola -ahimè così difficile da applicare giustamente- della perfetta reciprocità e della uguaglianza delle prestazioni. Purtroppo però la gratuità può essere anche associata al concetto di motivazioni intrinseche, più che all’altruismo o al dono: ci può essere, infatti, altruismo e dono “gratuito” come l’altruismo e il dono non gratuito.
Per quanto riguarda il mondo cristiano: è colui, che vede nella gratuità un elemento specifico e distintivo della sua identità ed è “costretto” anche in questo campo ad essere sè stesso solo a patto di andare coraggiosamente controcorrente. Ma, il vangelo su questo punto è categorico: il credente è chiamato a dare senza aspettare nulla in cambio. Questo dare gratuito è del resto il solo modo concreto con cui il credente restituisce qualcosa di ciò che gli è stato dato gratuitamente da Dio.
Dare gratuitamente è il modo di dare di Dio, anzi è il suo unico modo di agire nei confronti degli uomini. In Dio non sono pensabili calcoli interessati: egli è la pienezza dell’essere; una pienezza cui si può solo attingere.
Il suo amore è preveniente e creativo: amando crea ciò che rende degna di amore la persona amata.

