Una delle domande più frequenti tra i pensionati riguarda la liquidità. Quanti soldi è davvero opportuno tenere disponibili? E quando il conto corrente diventa troppo pieno?
C’è una scena che si ripete in moltissime famiglie italiane.
Dopo anni di lavoro arrivano la pensione, il TFR, una liquidazione, magari un’eredità o la vendita di un immobile. A quel punto il conto corrente inizia a mostrare cifre che fino a pochi anni prima sembravano impensabili.
Nasce allora una domanda tanto semplice quanto importante: “Quanti soldi dovrei tenere liquidi per stare tranquillo?”
La risposta non è uguale per tutti. E proprio questo è il primo concetto da comprendere.
Non esiste una cifra magica valida per ogni pensionato. Esistono invece situazioni personali, esigenze familiari, condizioni di salute e livelli di reddito molto diversi tra loro.
Tuttavia alcuni principi generali possono aiutare a orientarsi.
Il conto corrente non è un investimento
Molti pensionati purtroppo per loro conservano sul conto somme molto elevate perché associano la liquidità alla sicurezza.
È un ragionamento comprensibile. Sapere che il denaro è immediatamente disponibile trasmette serenità e permette di affrontare gli imprevisti senza preoccupazioni.
Il problema è che il conto corrente non è stato progettato per far crescere il patrimonio. Ormai lo sapete bene, l’ho ripetuto sino alla noia.
Negli ultimi anni abbiamo visto come l’inflazione possa ridurre progressivamente il potere d’acquisto dei risparmi. Anche quando il saldo rimane identico, il valore reale di quel denaro tende a diminuire nel tempo.
Per questo motivo tenere una parte limitata del patrimonio liquida è prudente.
Tenere tutto liquido per decenni può essere molto meno prudente di quanto sembri e diventare una scelta assai dannosa.
La domanda giusta non è: “Quanti soldi ho?”
Molte persone ragionano in questo modo: Ho 100.000 euro sul conto. Ho 200.000 euro sul conto.
Ho 300.000 euro sul conto. In realtà la domanda corretta è un’altra: “Di quanti soldi potrei avere bisogno rapidamente?”
Il punto centrale infatti non è il patrimonio ma sono le esigenze.
Un pensionato che vive da solo, gode di buona salute e possiede una pensione adeguata ha necessità molto diverse da chi sostiene economicamente figli o nipoti oppure affronta spese mediche frequenti.
Tre pensionati, tre situazioni diverse
Per capire meglio il concetto può essere utile immaginare tre casi. Eccoli
Mario, 68 anni
Mario percepisce una pensione netta di circa 1.900 euro al mese. Possiede la casa in cui vive, non ha debiti e non ha familiari economicamente a carico.
In una situazione come questa potrebbe essere sufficiente mantenere una liquidità destinata a coprire manutenzioni straordinarie, spese sanitarie e imprevisti.
Laura, 72 anni
Laura riceve una pensione di 1.300 euro al mese. Ha una figlia con un lavoro precario e deve affrontare periodicamente alcune spese mediche.
Per lei una riserva più ampia potrebbe rappresentare una scelta ragionevole, perché le consentirebbe di affrontare eventuali necessità senza dover modificare altre componenti del patrimonio.
Carlo e Anna
Carlo e Anna percepiscono complessivamente circa 3.800 euro al mese di pensione. Hanno la casa di proprietà e un patrimonio finanziario di circa 250.000 euro.
In questo caso il problema potrebbe non essere la disponibilità immediata di denaro, bensì la gestione efficiente di un patrimonio che rischia di rimanere inutilizzato per molti anni.
Una regola pratica può aiutare
In finanza spesso è necessario dare indicazioni per eliminare il disagio psicologico della scelta. Così si potrà sempre considerare colpevole qualcun altro…La finanza personale non è una scienza esatta e ogni situazione merita valutazioni specifiche. Tuttavia molti professionisti utilizzano una semplice regola di buon senso ossia mantenere una liquidità sufficiente a coprire diversi mesi di spese correnti.
Indicazioni orientative
| Situazione | Liquidità suggerita |
| Pensionato con reddito stabile | 6-12 mesi di spese |
| Coppia di pensionati | 6-12 mesi di spese |
| Pensionato con esigenze sanitarie rilevanti | 12-24 mesi di spese |
| Pensionato che sostiene familiari | Valutazione personalizzata |
Naturalmente non si tratta di regole rigide, ma di punti di riferimento che aiutano a ragionare. Quindi mettetevi a tavolino e ragionate con serenità sulle vostre spese ricorrenti, le vostre entrate le possibili spese straordinarie (ma non tanto) da affrontare
La vera tranquillità non nasce dall’avere tutto sul conto
Questo è forse l’aspetto più interessante. Molte persone credono che la serenità finanziaria dipenda dalla quantità di denaro lasciata sul conto corrente. In realtà spesso accade il contrario.
Chi possiede una strategia chiara tende a sentirsi più tranquillo di chi lascia semplicemente tutto fermo senza un progetto. La serenità nasce dalla consapevolezza.
Sapere quali somme servono per le emergenze, quali possono essere destinate a obiettivi futuri e quali possono essere investite permette di guardare al patrimonio in modo molto più razionale.
Quando il conto diventa troppo pieno
Non esiste una soglia universale. Tuttavia può essere utile porsi alcune domande.
- Ho davvero bisogno di tutta questa liquidità?
- Quali spese impreviste sto cercando di coprire?
- Per quanto tempo dovrebbero essere sufficienti queste risorse?
- Esistono strumenti che consentano di mantenere una buona disponibilità senza lasciare il denaro completamente improduttivo?
Le risposte aiutano spesso a comprendere se il patrimonio è distribuito in modo coerente con i propri obiettivi.
Un patrimonio dovrebbe avere più funzioni
Uno degli errori più frequenti consiste nel considerare tutto il denaro come un unico blocco indistinto.
Molti risparmiatori più esperti iniziano invece a ragionare per comparti.
Un esempio semplice
| Destinazione | Obiettivo |
| Liquidità immediata | Spese correnti ed emergenze |
| Riserva di sicurezza | Eventi inattesi |
| Investimenti prudenti | Protezione dall’inflazione |
| Investimenti di lungo periodo | Crescita del patrimonio |
| Rendita integrativa | Supporto al reddito pensionistico |
In questo modo ogni euro svolge una funzione precisa. Ed è proprio questa organizzazione che spesso permette di conciliare tranquillità e rendimento.
La domanda finale
Molti pensionati si chiedono come investire i propri risparmi. Forse la domanda che devono porsi prima è un’altra ossia quanti soldi devo tenere disponibili per sentirmi davvero sereno.
Perché la gestione del patrimonio non dovrebbe mai essere una corsa al rendimento. Dovrebbe essere uno strumento per vivere con maggiore tranquillità gli anni della pensione.
Quindi scegliete un momento e dedicatevi al vostro patrimonio, piccolo o grande che sia, per gestirlo al meglio. Vogliate bene ai vostri soldi, perché vi consentiranno di uscire indenni anche da grandi problemi.
Giulio Valerio Santini
Business advisor
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