Trovai un agente, corsi da lui e, con il fiato in gola, gli domandai la strada. Sorridendo mi disse: “E’ da me che vuoi sapere la strada?”. Gli risposi: “Sì, da solo non riesco a trovarla!”. “Rinuncia, rinuncia!” disse voltandosi, come quelli che ridono di nascosto! (Franz Kafka)
E’ stato uno scrittore ebreo boemo, morto nel 1924 e, attraverso questa parabola, ci rivela che vi sono due elementi fondamentali: da un lato c’è l’uomo contemporaneo, che si agita in un labirinto di idee, di voci, di sollecitazioni… cerca una via d’uscita e non sa dove andare (è l’uomo smarrito di oggi, che all’esterno ostenta sicurezza e certezza, mentre nell’animo è spaesato, stranito e senza bussola morale). Dall’altro lato ecco l’agente, che apparentemente conosce la strada e le tratte ed ha tra mani una mappa, ma dice che non c’è un senso nella vita da cercare, nessuno è in grado di indicare una meta ove dirigersi per rifugiarsi ed avere quiete e pace interiore (è un po’ un panorama aspro, ma realistico di una certa società contemporanea).
Fortunatamente, “l’agente” che è il Signore Gesù ci offre invece la via. (Gv.14, 6: Io sono la Via, la Verità e la Vita)

