I limiti strutturali
Lo stato nascente, per sua natura, non può durare indefinitamente. È caratterizzato da un’intensità emotiva e da una tensione verso l’assoluto che risultano incompatibili con la durata storica. Secondo Francesco Alberoni, gli esiti possibili dello stato nascente sono soltanto tre: repressione, estinzione o istituzionalizzazione. Non esistono altre vie. Non è possibile un perpetuo stato nascente, così come non è possibile un’istituzione che conservi integralmente le caratteristiche del momento fondativo. In termini assoluti, il compito dello stato nascente è impossibile, perché tende alla realizzazione totale di un ideale pur essendo inscritto in condizioni storiche, sociali e materiali finite.
Gli esiti possibili
Quando lo stato nascente viene represso, la sua energia viene spezzata dall’esterno, spesso attraverso la coercizione politica o sociale. In altri casi, esso si estingue progressivamente, consumando la propria spinta iniziale senza riuscire a tradursi in forme stabili. La terza possibilità, l’istituzionalizzazione, rappresenta invece il tentativo di prolungare l’esperienza fondativa trasformandola. È una soluzione ambivalente: consente la sopravvivenza del movimento, ma al prezzo della perdita della sua radicalità originaria e della sua carica sovversiva.
Mistificazione istituzionale
Molte istituzioni conservano al loro centro le esperienze dello stato nascente sotto forma di idee, simboli, miti fondativi e ideali normativi. Questo processo viene definito mistificazione istituzionale. L’esperienza originaria, vissuta come autentica, creativa e liberatoria, viene rielaborata e fissata in formule, rituali e dottrine che pretendono di rappresentarla fedelmente. In realtà, essa viene inevitabilmente semplificata, selezionata e irrigidita per adattarsi alle esigenze della stabilità istituzionale.
Il controllo simbolico
Il grado di mistificazione istituzionale non è uguale ovunque. In alcune istituzioni è molto elevato, in altre estremamente ridotto. Dove la mistificazione è alta, l’istituzione tende a presentarsi come depositaria esclusiva della verità originaria, entrando spesso in conflitto con la libertà e la creatività individuale. L’ideale fondativo diventa così uno strumento di legittimazione del potere e di controllo simbolico, capace di neutralizzare il dissenso appellandosi all’“autenticità” delle origini.
La persistenza latente
Tuttavia, lo stato nascente non scompare mai del tutto. Esso continua a vivere nell’istituzione come tensione latente, come richiamo simbolico a un’origine che giustifica il presente e ne orienta il senso. L’istituzionalizzazione non rappresenta soltanto una perdita, ma anche una strategia di sopravvivenza collettiva: consente di mantenere viva, seppur in forma trasformata, l’esperienza fondativa rendendola compatibile con la durata storica e con la vita quotidiana.

