Ad una settimana dalle date italiane di Drake, mi sembrava doveroso raccontarci una storia che lo riguarda.
Nel 2024 è esplosa una delle faide più accese del rap moderno: Kendrick Lamar ha attaccato Drake in “Like That”, accusandolo di essere falso e costruito. Drake ha risposto con “Push Ups” e “Taylor Made Freestyle” (con voci AI di Tupac e Snoop), ma Kendrick ha alzato il livello con “Euphoria”, “Meet the Grahams” e soprattutto “Not Like Us”, vera e propria hit distruttiva.

Il brano ha dominato le classifiche e vinto 5 Grammy, inclusi Record of the Year. Kendrick lo ha anche cantato al Super Bowl 2025, segnando un trionfo simbolico e mediatico.
Ma il diss è andato oltre la musica: Kendrick ha usato la moda come messaggio, indossando un “Canadian tuxedo” (completo in denim firmato Margiela) per colpire Drake, originario del Canada. Anche una collana al Super Bowl portava riferimenti sottili ai suoi testi.
Nel frattempo, Drake ha avviato una causa contro la sua etichetta, accusandola di aver promosso un brano diffamatorio contro di lui.

In sintesi amicæ, la faida non è solo rap, è spettacolo, strategia e immagine. Kendrick ha dominato la scena, usando le parole — e lo stile — come armi. Drake continua a fare il suo, ad essere amato e a spaccare come ha fatto all’Unipol Forum nelle 4 date riservate a Milano.
Io c’ero, ho partecipato a 3 date su 4, un tour pieno di hit.
A differenza dei palchi tradizionali, Drake si è esibito su una struttura ad anello sopraelevata che circondava completamente il parterre; il pubblico stava al centro e su ogni lato, rendendo possibile una connessione diretta tra artista e fan da tutte le angolazioni.
Insomma, W LA MUSICA E W LA MODA CHE LA ACCOMPAGNA SEMPRE.



