L’essere umano sta passando da una identità reale ad una virtuale fino ad avere avatar che lo rappresentano. Che significato daremo alla parola “Autenticità”?
Nell’era digitale, l’essere umano sta perdendo traccia della propria identità reale originale.
Le orme sul social vengono da identità digitali create ad hoc per essere guardati solo negli aspetti che ci interessano in funzione dei contesti.
L’identità personale è sempre stata la nostra fisicità, i nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri valori, Fino a ieri, con il mondo social digitale, diviene anche un insieme di dati anagrafici o credenziali di accesso, con nuovi profili e nuovi interessi. Oggi sta diventando un ecosistema complesso, modellato e potenziato dall’intelligenza artificiale. L’IA permette oggi di riconoscere, rappresentare e persino replicare aspetti un tempo considerati esclusivamente umani, trasformando l’identità digitale in una dimensione sempre più dinamica e multifattoriale.
1. L’identità digitale evolve: dall’autenticazione ai dati biometrici intelligenti
Le tecnologie di intelligenza artificiale stanno rivoluzionando i sistemi di verifica dell’identità online, consentendo di riconoscere immagini, voci, biometria in modo univoco.
Ma non solo, sono in grado anche di replicarle perfettamente, facendo una esatta copia delle nostre caratteristiche digitali.
La voce, ad esempio, sta emergendo come uno dei nuovi pilastri dell’identità biometrica: un elemento personale, naturale e distintivo, che può essere utilizzato per autenticare un utente in modo rapido e continuo. E mentre si evolve, è in grado anche esprimersi al posto nostro.
2. Le nuove identità: identità sintetiche e avatar AI
L’IA non si limita a riconoscerci: può anche rappresentarci. Le tecnologie di avatar intelligenti, digital twin e contenuti sintetici permettono la creazione di copie digitali credibili di una persona, complete di voce, volto e persino comportamenti. Cosi ci troviamo ad avere multiple identità, in modo più o meno consapevole.
Queste identità aumentate aprono opportunità straordinarie — ad esempio assistenti personali avanzati o deleghe digitali — ma anche moltissimi interrogativi a cui ciascuno di noi è chiamato a dare una risposta, sia a livello individuale sia a livello sociale di comunità.
Chi sono io veramente? Ho alcuni tratti distintivi inequivocabili? Sono una identità integra, o sono un insieme di moltissime identità?
E ancora, cosa rimane dell’autenticità quando un algoritmo può imitarci alla perfezione? Tra i miei vari io esiste anche una versione di me interamente digitale? Come potrò integrarla e quali sono i compiti che vi assegnerò?
E infine, socialmente, il mio avatar sarà in grado di rappresentarmi adeguatamente? Come potrò tutelare la verità e la proprietà della mia immagine digitale? Potrò correre il rischio di farmi rappresentare anche nei diritti principali, essenziali della comunità, delegando anche parte della sorte del mio futuro?
Resta comunque sempre una possibilità efficace e di ritorno alla madre terra: “swicth off the Net!”
Francesca Amici
