Il Presidente
Il Presidente ordinò a MacNamara di mettere le forze di terra in allerta DEFCON 2 nei distretti di mobilitazione continentali, innalzando il livello di allerta delle forze aeree e navali a DEFCON 1.
Doveva anche inoltrare un comunicato urgente all’ambasciata sovietica. Il Segretario della Difesa si alzò e corse fuori dalla stanza. Mentre era sulla porta, McCone vide che entrava un giovane attendente, in uniforme da ufficiale dei Marines. Si avvicinò al Presidente e gli disse “signore, ho il Vicepresidente Johnson e il Capo degli Stati Maggiori Riuniti in linea, devo convocarli alla Casa Bianca?”.
I fratelli Kennedy si scambiarono uno sguardo rapido, poi fu Bobby a parlare “no. È meglio di no. Attualmente devono restare dove sono e continuare a seguire la crisi da lì”. John aggiunse “forse, però, è meglio se andate a prendere Lyndon all’Osservatorio Navale e lo trasferite a Camp David…per sicurezza”.
Quell’affermazione ricordò a McCone e a tutti i presenti al tavolo che lo spettro della guerra nucleare aleggiava ancora su di loro. e che era loro responsabilità cercare di evitarlo. Appena il ragazzo fu uscito dalla stanza, il direttore della CIA riprese parola. “a questo punto è passata quasi un’ora e dieci dall’affondamento delle navi sovietiche al largo di Cuba; perciò, dobbiamo presumere che i sovietici sappiano che li abbiamo attaccati malgrado il negoziato che stiamo portando avanti…”.
Fece una breve pausa, poi chiese a Rusk “a proposito, Dean, cosa e quanto sanno dei negoziati?”, “il mio omologo sovietico sapeva che avevo trovato un accordo col Presidente Cemal Guersel…e che avrei sentito il Presidente del Consiglio Amintore Fanfani in serata”. Bene. Il fatto che fosse in atto un negoziato confermato con Turchia e Italia rendeva meno probabile che i sovietici, fiutando la possibilità di guadagnare terreno, optassero per una rappresaglia nucleare.
… continua

