Fatta una macabra scoperta, occorre che l’ufficiale e il suo sottoposto facciano ricognizione sul luogo del delitto, per accertarne le cause
Annuì e, lasciando che il portuale facesse strada, iniziò ad incamminarsi mentre alle loro spalle la voce di un ragazzino iniziava a rompersi in pianto. In lontananza, un corvo iniziò a gracchiare, ma durò solo un momento prima del silenzio che si avvolse attorno a loro mentre, lentamente, scendevano dal crinale. “Tu cosa ne pensi, Hans?”, domandò mentre si avviavano, “sinceramente, signore, non so cosa pensare…e sì che ne ho viste. Ne ho viste tante, ma questo è troppo anche per me”.
Non capiva in che senso ma, vista l’espressione scossa dell’uomo, comprese bene che non fosse necessario fare domande e che, anzi, sarebbe stato meglio se si fosse astenuto dal chiedere perché l’uomo, preceduto dalla sua fama di essere un pezzo di ghiaccio, pareva controllarsi a fatica. Presto avrebbe visto coi suoi occhi.
Presto, avrebbe preferito non vedere. Il maggiore giaceva dietro una piccola curva, abbastanza pronunciata perché il cadavere non si potesse vedere dalla strada, “è probabile che sia stato un incursore francese”, disse d’istinto a Hans, “mi raccomando, teniamo gli occhi aperti”. L’uomo scosse la testa, “aspetti di vedere”, disse mentre finivano di girare l’angolo. La gola del maggiore, più che tagliata, appariva squarciata con una tale violenza che la testa era stata quasi divelta dal collo e una larghissima pozza di sangue esondava tutto attorno, rendendo impossibile capire quale fosse la sua espressione.
Gli occhi, però, erano chiaramente spalancati, in un lampo finale che lasciava intravedere un certo terrore. Johannes cercò di reprimere l’impulso di vomitare, trattenendo a stento i conati e le lacrime. Scosse la testa. “deve essere un incursore francese bello grosso”, disse, più cercando di convincere sé stesso che il proprio commilitone. Hans annuì, “se lo dice lei, tenente…comunque sì: grosso e arrabbiato”, fece grattandosi sotto l’elmetto, “beh, almeno uno in grado di fare questo non passerà facilmente inosservato no?”, “credo anch’io”. Non sembrava un incursore francese. Non era un cazzo di incursore francese e lo sapevano entrambi, per quanto desiderasse (e cercasse di convincersi) che lo fosse: un incursore francese non era in grado di fare quello. Un essere umano non era in grado di fare quello che avevano visto fare lì.
“prendo il corpo del maggiore, signore?”, gli chiese il suo sottoposto. Lui scosse la testa: se Oliver l’avesse visto un’altra volta, avrebbe avuto per certo una crisi isterica. “lascialo pure qui”, disse, “spostalo di lato e coprilo col suo cappotto. Telefonerò al quartier generale per avvisarli. Lo porteremo a valle con noi domani”.
Tanto, dopotutto, un paio d’ore non facevano nessuna differenza. Di certo, quantomeno, non per il maggiore prussiano (aveva detto di chiamarsi Franz o Friederich von qualcosa, Johannes non ne era certo). Hans, stando attento a non colpire troppo forte il collo danneggiato del superiore, sfilò il cappotto, poi lo depose di lato e spostò il corpo con delicatezza. Gli tolse l’elmetto e prese il coltello da combattimento, il fucile e la pistola, lo perquisì per raccattare le munizioni (era meglio non lasciare niente che il nemico potesse, eventualmente, usare). In fine, gli chiuse delicatamente gli occhi e mormorò “addio, maggiore”, mentre lo ricopriva col cappotto tirato sul volto. Poi rimase lì fermo un momento, mormorando qualcos’altro con un tono così basso da non risultare facilmente intellegibile.
Quando ebbe finito, si voltò verso Johannes. Lui gli fece un cenno con la testa e mormorò “in nomine pater et fili et spiritus sanctis…pacem tibi fuit”, facendosi il segno della croce. Quando ebbe finito, rimase un attimo in silenzio, poi si voltò. Hans lo stava guardando. “scusi se le chiedo, tenente ma…cosa significa?”, gli domandò. “è latino, significa ‘nel nome del padre, del figlio e dello spirito santo…con te sia la pace”, spiegò, “e perché parla in latino?”, “beh…perché io sono…bavarese. Sono…cattolico”. Non era facile da spiegare, anche se, per sua fortuna, il periodo delle guerre di religione era passato da quasi tre secoli. Hans, che non se ne curava poi tanto, si strinse nelle spalle, “ah…okay”, si limitò a dire, “allora…vogliamo andare? Io la mia preghiera l’ho detta mentre lo coprivo.
Sa…penso che fosse luterano”. Molto probabilmente sì, lo era. Ad ogni modo non aveva importanza. I due iniziarono a incamminarsi, lentamente, lungo il pendio notando, per la prima volta, quanto fosse ripido.
Continua…

