Nasciamo una vola sola, due volte non è concesso; tu, che non sei padrone del tuo domani, rinvii l’occasione di oggi. Così la vita se ne va nell’attesa, e ciascuno di noi giunge alla morte senza pace! (Epicuro)
Filosofo nella Grecia antica, fondatore di una delle maggiori scuole filosofiche dell’età ellenistica e romana, morto nel 270 a.C., ci dice che la mentalità materialistica celebra la vita solo nella misura in cui raggiunge il successo, l’efficienza, la ricchezza, il piacere. Non le riconosce un valore in sé e per sé… perciò finisce per alimentare una cultura di morte, che trova la sua manifestazione nel disprezzo e nell’emarginazione dei più deboli, nell’aborto, nell’eutanasia, nell’omicidio anche per futili motivi. Se è vero che l’uomo nasce incompiuto e cresce mediante un’esperienza di donazione e di comunione fino alla perfezione definitiva della vita eterna, è anche vero che fin dall’inizio è un soggetto spirituale irripetibile, aperto all’infinito, chiamato a vivere per gli altri e con gli altri… merita dunque rispetto e attenzione in ogni stagione della sua esistenza, evitando di “rimandare a domani ciò che potremmo fare oggi!”, perché “del domani non v’è certezza”.

