Per arrivare all’alba, non c’è altra via che la notte! (Kahlil Gibran)
E’ stato un poeta, pittore e aforista libanese naturalizzato statunitense, morto nel 1931. Dice e rivela una bella metafora: per arrivare alla luce, al vedere correttamente (senza ausili artificiali) in pieno giorno, quindi per poter esprimere appieno e realizzare così la nostra piena umanità è necessario passare dalla notte, dalle prove, che sono tutte le situazioni di afflizione e di difficoltà che spesso incontriamo e che fanno parte del cammino della vita, e, devono fare il loro “ingresso” (che non è così scontato!) nel cuore umano.
Ma questo genera paura; dobbiamo vergognarci o disperare di fronte a queste nostre paure? Fanno parte della nostra umanità! Ed è incoraggiante pensare, non solo che esse siano trasversali all’uomo di ogni tempo, ma che le ritroviamo anche in diversi personaggi citati da Vangeli (e anche per loro sono stati dei “freni” ad un cammino di piena realizzazione umana e vocazionale, ma non c’è mai stato un rimprovero nei testi biblici per la paura provata, bensì sempre un invito). Invito che suona dolce all’orecchio del timoroso: «Non temere».

