La vera felicità è la pace con sé stessi. E per averla non bisogna tradire la propria natura! (Mario Monicelli)
Regista, sceneggiatore e scrittore italiano, morto nel 2010, ci dice e ribadisce, ovviamente in altro modo espressivo, ciò che Dante nella Divina Commedia, Inferno: canto XXVI, 118-120 (“Considerate la vostra semenza: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza“) affermava. “La salute e la ricerca della bella apparenza” somigliano davvero ad un culto, con le sue devozioni, la sua ascesi e i suoi sacrifici; si fa qualunque cosa pur di avere un corpo bello, sano ed invidiabile. Ci si danna per la salute! Il corpo è al centro dell’attenzione, quasi un soggetto di venerazione e probabilmente si è giunti a ciò reagendo ad una sottovalutazione del corpo nei tempi passati (ma chi può leggere nella mente dei nostri padri?) e così la salute e l’essere in forma, valorizzati in modo esclusivo, sono scambiati per “salvezza”, ma… e la parte spirituale dell’uomo, dove si annidano i sentimenti? Dio non voglia, che ci formiamo un’ossessione per il corpo!

