La natura è un tempio dove colonne vive mormorano a tratti parole indistinte. L’uomo passa tra foreste di simboli che l’osservano con sguardi familiari! (Charles Baudelaire)
Poeta, scrittore, critico letterario, critico d’arte, giornalista, filosofo, aforista, saggista e traduttore francese, morto nel 1867, ci dice che le colonne sono quelle che il poeta chiama a sostenere il giardino colorato della natura che custodisce, in ogni risvolto… un messaggio, che è silenzioso: “senza parole, senza che si oda la sua voce, ma che è a noi familiare”. Bisogna staccare dalle orecchie le cuffie di qualsiasi registrazione, togliere l’audio dalle chiacchere e liberare l’orecchio dai rumori, dal brusio di fondo della tecnica e mettersi in ascolto di questa “foresta” di messaggi e di presenze segrete che ci invitano a guardare in alto, verso l’Oltre e l’Altro divino.

