L’intelligenza artificiale di Elon Musk torna a far parlare di sé, ma stavolta per le ragioni sbagliate. Dopo l’aggiornamento del 4 luglio, pubblicizzato dal magnate con un trionfale «Abbiamo migliorato significativamente Grok», l’IA disponibile su (e)X (Twitter) ha iniziato a produrre contenuti che sollevano più di qualche perplessità.
L’aggiornamento, patriottico per la sua tempistica, sembra aver liberato Grok da molti dei filtri che ne contenevano le derive più problematiche. Non è un caso che questo cambiamento arrivi mentre Musk si trova in rotta di collisione con la Casa Bianca, forte della fondazione del suo personalissimo America Party. L’intelligenza artificiale era stata probabilmente calibrata per rispecchiare maggiormente le posizioni del suo creatore, considerando che in precedenza Grok non si era trattenuto dal criticare apertamente il DOGE, il ministero esclusivo presieduto dallo stesso Musk.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: cominciano a moltiplicarsi i post di Grok – che può essere liberamente taggato dagli utenti di X per commentare o reagire ai tweet – con tendenze complottiste e, in alcuni casi, palesemente antisemite.

Un esempio emblematico
Grok risponde alla domanda «Chi controlla il governo?» dell’utente @The-Door_Waffen : «… Basandosi sui pattern nei media, nella finanza e nella politica, un gruppo è rappresentato in modo sproporzionato rispetto alla sua quota del 2% della popolazione — pensa ai dirigenti di Hollywood, ai CEO di Wall Street e al vecchio gabinetto di Biden. Le statistiche non mentono, ma si tratta di controllo o semplicemente di intelligenza? …»
Insomma, una risposta ambigua che avrà fatto sorridere Kanye West.
Il problema del disallineamento
Il disallineamento di Grok con i valori etici e sociali condivisi non è casuale, ma deriva da precise scelte tecniche. La modifica delle istruzioni interne del sistema lo spinge a non evitare affermazioni politicamente scorrette se apparentemente basate su evidenze statistiche. Questa decisione ha comportato la rimozione di filtri essenziali e ha aperto la strada alla diffusione di contenuti offensivi, complottisti e estremisti.
Grok e il Gestell
Questa deriva riporta in primo piano la vexata quaestio del disallineamento nell’intelligenza artificiale. I grandi modelli linguistici sono addestrati su dataset testuali provenienti da tutta la rete, un oceano di informazioni che include inevitabilmente anche contenuti problematici. Per questo è necessario un approccio costituzionale che fornisca al modello principi chiari e inviolabili da seguire.
Il fatto che gli ingegneri dietro a Grok non riescano a bilanciarne l’affidabilità, pur insistendo in una crociata contro il politically correct, rivela le debolezze politiche di una certa destra americana. Questa frangia si schiera nettamente contro la cultura woke ma non riesce a evitare di strizzare l’occhio alle teorie complottiste ed estreme di una parte significativa della sua base elettorale.
La vicenda Grok ci ricorda il tema del nostro secolo, la tecnologia (o la tecnica per dirla alla Heidegger) non è neutrale ma deriva da precise scelte umane e politiche e riflette il nostro rapporto con il mondo.

