Quando l’ho scoperto mi sono arrabbiato
Si, quando ho scoperto la sua esistenza mi sono arrabbiato. Non potevo crederci. Chi moltissimo e chi niente. Io niente, lui moltissimo.
Io stento, borbotto, articolo malamente dei suoni pensando di parlare in lingua inglese. Ci combatto da una vita. Forse perché l’inglese non mi piace ma mi puzza molto di scusa. La verità è che il mio cervello non è fatto per imparare le lingue. Non traduce, non distingue i suoni, rimane interdetto difronte a costruzioni grammaticali e sintattiche aliene.
Lui invece, che dire? Diciamo, diciamo e molto vedrete sul cardiale Giuseppe Mezzofanti. C’è pure una via a Milano a lui intitolata.
Giuseppe, il Cardinale Mezzofanti, è vissuto tra Settecento e Ottocento, in un mondo senza internet, senza podcast in lingua, senza Erasmus e senza quelle app che promettono di insegnarti il giapponese mentre aspetti il caffè al bar. Beato lui penserete.
Che tempi questi. Oggi basta pronunciare tre frasi in inglese durante una riunione aziendale per essere guardati con rispetto. Se poi qualcuno riesce a ordinare una cena in francese senza massacrare la pronuncia, il tavolo applaude quasi commosso. Mezzofanti giocava però in un’altra categoria. Una categoria talmente superiore da sembrare, ancora oggi in tempi di App traduttrici, quasi irreale.
Giuseppe Mezzofanti confessa quante lingue parlavi davvero?
Bolognese del 1774, sacerdote cattolico ha scalato la gerarchia ecclesiastica sino al grado di Cardinale. Non male ma Mezzofanti diventò celebre in tutta Europa per altro. Una capacità linguistica che lasciava increduli diplomatici, studiosi e viaggiatori stranieri. Parlava, leggeva o comprendeva decine di lingue. Quante esattamente? Qui, mi sono accorto, inizia il dibattito.
Qualcuno lasciò scritto che parlava trenta lingue. Altri affermarono cinquanta. I più generosi superavano le sessanta. E attenzione, non si trattava del classico “the cat is on the table”. Le testimonianze dell’epoca raccontano conversazioni fluenti, lessico raffinato e pronunce sorprendentemente accurate. Pare riuscisse a passare dall’arabo al greco, dal tedesco al russo con una naturalezza che oggi farebbe impazzire qualsiasi algoritmo di traduzione automatica. Che soddisfazione intimorire l’A.I.
Come imparava le lingue senza internet e senza viaggiare
La cosa più incredibile è il contesto storico. L’Italia dell’epoca non era il mondo globalizzato di oggi. Viaggiare era difficile, lento e costoso. Le lingue straniere non si imparavano guardando serie TV sottotitolate. Non esistevano corsi online, né strumenti digitali.
Eppure Mezzofanti riusciva ad apprendere nuovi idiomi semplicemente ascoltando i visitatori stranieri che passavano da Bologna.
Ed è proprio Bologna a diventare il centro di questa leggenda culturale. Studiosi europei, nobili, ecclesiastici e diplomatici cercavano di incontrarlo quasi come si visita un fenomeno unico. Alcuni arrivavano persino con l’intenzione di “metterlo alla prova”. Tentativi che, nella maggior parte dei casi, finivano rapidamente con l’imbarazzo dell’interlocutore e con l’ennesima dimostrazione di un talento fuori scala.
Il cardinale poliglotta che stupì l’Europa
Non era però un uomo da esibizione teatrale. Ed è forse questo il dettaglio che rende la sua figura ancora più affascinante. In un’epoca già piena di personaggi vanitosi e salotti culturali autoreferenziali, Mezzofanti manteneva uno stile sobrio, riservato, quasi austero. Studiava. Ascoltava. Conversava. Non costruiva il proprio mito. Furono gli altri a costruirlo attorno a lui. Proprio come ai nostri tempi, veline e Grande Fratello compreso, tempi in cui alcuni tra loro si chiamano “Bro” . Ah che poliglotti…
La sua passione linguistica spaziava dalle lingue orientali come ebraico, arabo, caldeo, fino ai principali idiomi europei. Una competenza che gli valse enorme prestigio culturale e il riconoscimento della Accademia della Crusca.
Nel 1838 fu nominato cardinale da Papa Gregorio XVI. I ringraziamenti a Roma li fece tutti in latino con una orazione di due ore. Scherzo, non prendetemi sul serio, forse le ore erano tre.
consacrando definitivamente la sua autorevolezza nel panorama culturale e religioso europeo.
Giuseppe Mezzofanti tra storia e leggenda
La verifica di quanto fosse reale la sua abilità è tuttora in corso. Corretto farlo per strapparlo alla leggenda e inserirlo dove gli compete. Tra i grandi.
Perché la storia di Mezzofanti parla ancora al mondo di oggi
Che dire infine dopo aver conosciuto Giuseppe. Forse la sua vicenda racconta anche qualcosa della società attuale. Oggi viviamo nell’era della comunicazione permanente, ma spesso comprendiamo sempre meno chi abbiamo davanti. Parliamo continuamente, scriviamo ovunque, commentiamo tutto. Eppure fatichiamo ad ascoltare davvero.
Mezzofanti, due secoli fa, aveva intuito una verità semplicissima. Imparare una lingua non significa soltanto memorizzare parole. Significa entrare nella mente di un altro popolo, comprenderne la cultura, il carattere, persino le paure e le speranze. In pochi lo fanno con la nostra…
Una lezione modernissima dunque. Arrivata da un uomo nato quando il signor Napoleone non aveva ancora conquistato l’Europa.
See you next time, Hasta la próxima, À la prochaine, Bis zum nächsten Mal
Giulio Valerio Santini
https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Gasparo_Mezzofanti
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