La fragilità delle promesse di ieri e di oggi
PROMESSE CHE NON REGGONO
Matrimoni lampo, alleanze politiche brevi, accordi lavorativi revocabili in un clic: viviamo in una società dove la fedeltà ha scadenze sempre più corte. La parola data è spesso condizionata dalla convenienza del momento, e l’impegno stabile sembra quasi un gesto controcorrente. La cronaca quotidiana lo conferma: famiglie che si disgregano con facilità, partiti che cambiano linea a seconda dei sondaggi, comunità che faticano a mantenere memoria e continuità.
UNA FERITA CHE PARLA
Nell’VIII secolo a.C. vive Osea, profeta del Regno del Nord.
La sua storia personale diventa profezia: sposato con Gomer, donna infedele, trasforma la propria ferita in messaggio pubblico. «La loro fedeltà è come nube del mattino, come rugiada che all’alba svanisce» (Os 6,4). Non è un discorso astratto, ma la testimonianza di un uomo che ha visto una promessa spezzarsi.
UN RACCONTO ANTICO, UN PROBLEMA MODERNO
Le parole di Osea descrivono un popolo che dimentica facilmente gli impegni presi. La sua denuncia attraversa i secoli e tocca la nostra epoca: relazioni intermittenti, alleanze fragili, fiducia sociale logorata. È sufficiente guardarsi intorno: rapporti familiari segnati da instabilità, promesse politiche che evaporano dopo le elezioni, accordi sociali che si dissolvono davanti alle prime difficoltà.
Basti pensare alle recenti crisi di governo nate da alleanze improvvisate, durate pochi mesi e finite tra accuse reciproche, o alle promesse matrimoniali trasformate in spettacolo mediatico, concluse ancor prima di maturare.
E sul piano internazionale, si moltiplicano i casi di trattati climatici sottoscritti e poi disattesi, con governi che cambiano linea ambientale a seconda delle convenienze economiche.
Anche qui, la fedeltà alla parola data appare fragile e negoziabile.
L’ETICA DELLA PROMESSA
Il filosofo Paul Ricoeur vede nella promessa una dimensione identitaria: mantenere la parola data significa dare continuità a sé stessi e all’altro nel tempo. La promessa è un ponte tra passato e futuro, una scelta che genera fiducia e rende possibile la convivenza. In un mondo dominato dall’immediatezza, la fedeltà non è un sentimento vago ma un gesto civile e responsabile.
Altri pensatori, da Emmanuel Lévinas a Charles Taylor, hanno sottolineato come la responsabilità reciproca sia la base di ogni legame umano e sociale: senza fiducia, la comunità si dissolve in individualismi senza orizzonte.
PROFETI DISCRETI
I profeti della fedeltà non fanno proclami.
Sono persone che mantengono la parola data, coppie che attraversano crisi senza cedere alla cultura dello scarto, uomini e donne che restano coerenti anche in contesti difficili. Testimoni silenziosi che, con i fatti più che con le parole, ricordano che la fedeltà è ancora possibile.
LA DOMANDA APERTA
Quanto vale oggi una promessa?
In una società che vive di legami brevi e strategie a breve termine, siamo ancora capaci di costruire fiducia duratura? La voce di Osea, antica ma sorprendentemente attuale, non è un racconto del passato: è una provocazione per il presente.
Luigi Giugno

