Raffaello Bonifazi, profondo conoscitore delle problematiche di coppia e autore dei libri “Storie di Motel” e del nuovo “Facciamo Motel: L’Amore a Ore”, risponde alle vostre lettere: dubbi se è la persona giusta per voi, insicurezze, sospetti di tradimento, passioni che si sono raffreddate, desideri di nuove esperienze e tutto ciò che vi tiene svegli di notte. “Chiedilo a Raffaello”: ogni venerdì pubblicheremo le vostre lettere e le relative risposte. Non siate timidi, lo sappiamo già che è “per il vostro amico/a” … e in ogni caso, non pubblicheremo mai i vostri nomi o indirizzi e-mail.
Scrivi a raffaello.bonifazi@nationaldailypress.it
Unica regola: non offendetevi se la risposta arriverà accompagnata da un sorriso. E ricordate… nella vita, come al motel, per ogni porta che si chiude ce n’è una che si apre.
💌 LA LETTERA DI OGGI 💌
Caro Raffaello,
Due anni fa mi sono risposata con quello che è stato il mio grande amore extraconiugale.
Lasciare il mio primo marito e risposarmi non è stata una scelta facile: abbiamo anche un figlio ed eravamo sposati da dieci anni. Per i primi cinque anni sono stata una moglie irreprensibile sotto ogni punto di vista: ho dato un figlio a mio marito, non ho avuto altre frequentazioni e mi sono perfino fatta “piacere” la sua famiglia e quella arpia di sua madre. […]
Nei secondi cinque anni di matrimonio non sono più riuscita a farmi bastare un marito che era praticamente diventato un tutt’uno con il divano. Finito il lavoro, non faceva altro che stare a vedere la TV sdraiato in salotto, in uno stato di dormi-veglia che mi indispettiva alla sola vista. Ogni mia proposta riceveva sempre la stessa risposta: “No, sono stanco”. Non uscivamo mai, se non per andare a trovare la sua famiglia (non ti dico il divertimento). E così mi sono trovata altro da fare senza di lui. Dopo alcune frequentazioni, più o meno riuscite, ho finalmente trovato un vero uomo e un vero amore.
Ho fatto la doppia vita per circa un anno e poi non sono più riuscita a resistere: ho lasciato mio marito e sono andata a vivere con quello che era il mio amante. Non appena abbiamo potuto, ci siamo anche sposati.
Avevo realizzato il sogno di ogni donna: sposare il proprio amante!
Quanto mi sbagliavo… sono bastati due anni perché quell’uomo che vedevo passionale, maschio e ribelle si trasformasse anche lui in un pantofolaio incollato al divano. Non solo non usciamo quasi mai, ma quel che è grave è che si è spenta anche la passione.
Li trovo tutti io gli uomini che si scaricano così velocemente?
📨 LA RISPOSTA DI RAFFAELLO 📨
Cara Lettrice,
Permettimi di citarti Love Story a modo mio:
“Amare vuol dire non dover mai dire matrimonio”.
Da un rapporto onesto, legalizzato, socialmente accettato e anche benedetto da Dio, cosa ti aspettavi?
L’emozione che si prova con un amore segreto? Replicare la complicità che si ha con l’amante, adesso che è diventato il compagno ufficiale?
Vivere insieme ed essere innamorati appassionati non funziona a lungo, anzi: è una metamorfosi che inizia quasi subito. Col tempo si diventa compagni, amici, consiglieri, parenti… praticamente fratello e sorella. Non è necessariamente qualcosa di negativo, è un’evoluzione inevitabile. Il tempo e la convivenza mutano la natura del rapporto: se la fase iniziale è più passionale, dopo la priorità diventa riuscire a vivere insieme, aiutarsi a vicenda, avere progetti in comune, tollerarsi.
Io non credo che il tuo primo marito, e neppure il secondo, abbiano qualcosa di sbagliato. È la dinamica del rapporto di coppia (a maggior ragione quello matrimoniale con figli) che segue le sue regole. Non puoi aspettarti che un marito ti dia le stesse emozioni che ti dà un amante: le tue aspettative sono irrealizzabili.
“L’amante”, in generale, non è migliore del “marito”: semplicemente, con il primo ti diverti e con il secondo vivi la quotidianità di tutti i giorni, la parte noiosa e seccante della vita. “L’uomo” è lo stesso, ma lo scenario è così diverso da fartelo vedere sotto una luce completamente diversa. La passione che hai vissuto non era nel tipo di uomo, ma nel ruolo che quell’uomo ricopriva nella tua vita: col marito lavoravi e con l’amante festeggiavi.
Ancora una volta, i sogni dovrebbero restare sogni: quando diventano realtà, sono spesso una delusione.
Se i tuoi compagni sono sempre stanchi, o sono insoddisfatti per qualcosa nella loro vita, oppure sei tu che li sfrutti troppo… e non c’è bisogno che ti dica per cosa.
Adesso che ti sei separata dal tuo primo marito, potresti avere proprio lui come amante. Ti sembrerà incredibile, ma ti assicuro che lo stesso uomo, svestito del suo ruolo di compagno ufficiale, ti apparirà molto più interessante: o, come hai detto tu, “passionale, maschio e ribelle”.
E poi resterebbe tutto “in famiglia”: anche il tuo secondo marito non avrebbe di che lamentarsi.
Saluti dal Motel… dove non si dorme mai 😉
CHIEDILO A RAFFAELLO! Scrivi a raffaello.bonifazi@nationaldailypress.it Non essere timido/a, la tua privacy è garantita: il tuo indirizzo e-mail, nome o dati non saranno pubblicati, solo le tue domande e le relative risposte.
E se preferite leggere, anziché scrivere, vi consigliamo il nuovo libro di Raffaello Bonifazi:

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Estratto dall’intervista al “Disagio Club”


