Sfoga con parole il tuo dolore: un dolore che non parla si rivolge contro il cuore troppo oppresso… e lo spezza! (William Shakespeare)
Drammaturgo e poeta inglese, morto nel 1616, ci parla dello sfogo: tocca una verità che tutti conoscono, ma che non trasferiscono nella vita; lo sfogo è, infatti, è una prima medicina alla sofferenza, anzi in alcuni casi è l’unica possibile! Noi potremmo domandarci… ma c’è ancora chi è pronto a raccogliere lo sfogo di un altro? Ormai tutti hanno fretta, persino i preti che un tempo erano i destinatari spontanei delle confidenze di molti infelici; eppure il sentirsi ascoltati e forse compresi è un dono prezioso che può salvare dal vuoto e dalla desolazione tante persone (e quando incontri chi ti accoglie sinceramente, è possibile anche mostrare “piaghe nascoste”, le cicatrici di cui ci si vergogna). L’altro non necessariamente deve e può ricercare una soluzione (spesso impossibile), deve solo ascoltare e partecipare, accostarsi e condividere; ed è per questo che è indispensabile dedicare una parte del nostro tempo all’amicizia, alla vicinanza, all’incontro (senza guardare e controllare l’orologio).

