Il Comune di Nogara (VR) si doterà di un servizio di vigilanza privata per dare supporto alle forze dell’ordine nel controllo del territorio. Tale misura arriva a seguito dell’aggressione subita dal vice sindaco Marco Poltronieri da parte di un gruppo di ragazzi che erano stati richiamati al rispetto della convivenza civile, e segue la medesima decisione già adottata da altri comuni della pianura veronese.
L’orizzonte della sicurezza vede comparire una nuova uniforme, quella delle guardie private
La domanda di sicurezza sembra crescere più rapidamente della capacità dello Stato di soddisfarla. E così aumentano le richieste di vigilanza privata, si moltiplicano le figure impegnate nella protezione di beni e persone e, in casi come questo, anche le amministrazioni locali ricorrono a servizi di security per far fronte a situazioni di particolare criticità.
Neoliberismo securitario
Nessuna critica verso un servizio legittimo, sia chiaro, ma il rischio è che, passo dopo passo, si affermi l’idea che la sicurezza possa essere progressivamente delegata al mercato, trasformandosi da diritto garantito dallo Stato a servizio acquistabile, fino a diventare un vero e proprio bene di consumo. E nel mercato detta legge chi ha maggiori disponibilità economiche.
Pluralizzazione della sicurezza
Facendo una passeggiata, sopratutto nelle grandi città, non è affatto difficile imbattersi in questo mutamento silente ma profondo, basta prestare attenzione a quando si prende un treno, si entra in un centro commerciale, ci si reca in ospedale. Uniformi, radio, in alcuni casi distintivi da spallina o tubolari ispirati alla tradizione militare (non confondibili per legge con le forze dell’ordine) e in altrettanti casi comuni da sparo armi al seguito.
Il mantra della rassegnazione
“Sono pochi e fanno quello che possono”. Sembra ormai diventato il nuovo claim dei salotti televisivi quando si parla dell’operato delle forse dell’ordine. Una levata di scudi che fa piacere, ma che presta il fianco alla sensazione di rassegnazione che può portare i cittadini a cercare riferimenti in figure che non rivestono carattere istituzionale.
La security 4.0
Se non invertiremo questa tendenza, tra dieci anni potremmo abituarci a vedere guardie private ovunque, nei centri commerciali, accanto a edifici pubblici e davanti ad ogni condominio, abbracciando il modello Sudafrica, dove l’industria della sicurezza privata è tra le più grandi al mondo e supera nettamente il numero dei poliziotti statali.
Soluzione
In un sistema complesso come quello della sicurezza, nessuno può avere la bacchetta magica, ma è necessario riportare la chiesa al centro del villaggio.
La sicurezza deve restare un bene pubblico, non un diritto acquistabile soltanto da chi può permetterselo.
Don Chisiciotte
L’aumento degli organici delle forze dell’ordine crea sicurezza reale se il loro operato produce effetti diretti e concreti sulle strade.
Come?
Intervenendo sulle misure cautelari, unica arma immediata subito dopo un arresto nelle lungaggini processuali, e costruendo nuovi istituti di detenzione (circondariali e di reclusione) poiché i “soli” 190 istituti ordinari attuali determinano un squilibrio (circa 51.000 posti a fronte di una media di 60.000 detenuti) che genera un tasso di affollamento tra i più alti d’Europa.
E allora la domanda viene facile facile, dove vanno a finire i nuovi arrestati se i posti nei carceri non ci sono? Si combatte contro i mulini a vento, proprio come ìl protagonista del romanzo di Miguel de Cervantes.
Foto copertina: polizia.it

