Il tempo galoppa, la vita sfugge tra le mani.
Ma può sfuggire come sabbia o come semente! (Thomas Merton)
Scrittore e monaco cristiano statunitense, morto nel 1968 ci dice che una delle lacerazioni più grandi della vita, che dobbiamo sopportare, è la negazione di partecipare ad alcune scelte, determinanti, che vengono compiute; non veniamo coinvolti nella vita in ogni momento e in ogni giorno, e non sempre possediamo il significato e il simbolo di quello che usiamo!
E ognuno può essere sè stesso solamente dipendendo da altri, …ma la vera dipendenza si può attuare solamente essendo totalmente liberi dal condizionamento degli altri (perché è così che si sceglie)!
L’uomo (che da una parte rivela la sua grandezza e la sua dignità, dall’altra esprime anche la sua debolezza e la sua fragilità) e il ritmo che Dio ha posto per lui all’interno della Creazione: lavorare e riposare, gioire e piangere, dormire e vegliare, avvicinarsi e allontanarsi, … …. ce lo offre per farci comprendere qual’è lo specifico dell’essere umano, e non sciupandolo, perché se no “sfugge” dalle nostre mani, ma è necessario viverlo il più intensamente possibile!

