“Forza nell’unità” è il motto scelto dall’Irlanda per il suo semestre alla guida del Consiglio dell’Unione europea, iniziato il primo luglio. Tre le priorità dichiarate: competitività, valori e sicurezza. Come previsto dal sistema di rotazione paritaria tra gli Stati membri, ogni sei mesi un Paese diverso assume la presidenza del Consiglio UE. La continuità dei lavori è garantita dal meccanismo del trio di presidenza, che articola l’attività di tre Stati successivi in un programma comune della durata di 18 mesi. Quello che vivrà l’Irlanda sarà un momento particolarmente delicato: nei prossimi mesi dovrà infatti guidare i negoziati per l’approvazione del Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034, il bilancio settennale dell’Unione. Raggiungere un’intesa tempestiva su questo dossier, capace di conciliare le nuove sfide con il mantenimento delle politiche storiche, come la Politica agricola comune e la Politica di coesione, sarà la priorità assoluta di Dublino. Un primo passo in questa direzione è già stato compiuto: il 29 giugno i Ventisette hanno raggiunto un accordo parziale sulla struttura del nuovo bilancio pluriennale, la cosiddetta negotiation box. Via libera, in particolare, all’istituzione del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), che include la cooperazione territoriale europea (Interreg), il Fondo di coesione (FC) e il Fondo sociale europeo (FSE). L’intesa resta però parziale, perché manca ancora la definizione delle dotazioni finanziarie dei singoli fondi: un negoziato che si aprirà in una seconda fase. Nel frattempo, comincia comunque a delinearsi l’architettura della futura Politica di coesione. L’accordo stabilisce che FESR e FC sostengano i piani di partenariato nazionali e regionali in regime di gestione concorrente, mentre il regolamento sul FSE fissa le condizioni per il sostegno dell’UE a occupazione, competenze e inclusione sociale nel periodo 2028-2034, in complementarità con i piani di partenariato. Si tratta di un passaggio cruciale: i fondi strutturali sono elementi centrali del progetto di bilancio settennale proposto dalla Commissione europea, e l’intesa raggiunta in Consiglio permette a questo delicato dossier di proseguire il suo iter. Oltre al bilancio, la presidenza irlandese ha fissato un secondo grande obiettivo: dare attuazione alla tabella di marcia “Un’Europa, un mercato unico”, concordata da Consiglio, Commissione e Parlamento europeo, che punta a traguardi concreti entro il 2026. Dublino considera questo percorso una priorità fondamentale del semestre. Il contesto globale in cui si muove la presidenza resta instabile e complesso, segnato da fattori in larga parte esterni al controllo europeo. Il semestre irlandese punta anche a rafforzare e stabilizzare i rapporti dell’UE con i Paesi vicini e i partner internazionali, Regno Unito e Stati Uniti compresi. A questo si affianca l’impegno per la pace in Ucraina e in Medio Oriente, in un quadro in cui l’evoluzione di nuove minacce e nuove forme di conflitto rappresenta una sfida sempre più seria per la sicurezza europea. Nuovi sviluppi si attendono alla riunione formale del Consiglio europeo d’ottobre.


