Viviamo più a lungo rispetto al passato e questa è una splendida notizia. Ma per molti pensionati si apre una domanda che raramente è affrontata. I risparmi saranno sufficienti per accompagnarci per tutto il resto della vita?
Quando si parla di gestione del patrimonio, la maggior parte delle persone pensa immediatamente ai mercati finanziari. C’è chi teme un crollo della Borsa, chi si preoccupa dell’inflazione e chi guarda con attenzione all’andamento dei tassi di interesse.
Esiste però un rischio molto meno visibile e, per certi aspetti, ancora più insidioso. Non riguarda tutti soprattutto perché alle volte è il destino che elimina il rischio. Ahinoi. Ahiloro.
È il cosiddetto rischio longevity, un’espressione inglese che può essere tradotta in modo molto semplice e cioè il rischio di vivere più a lungo del proprio patrimonio. Ohi che paura! Comunque affronterò il tema.
Può sembrare un paradosso, ma rappresenta una delle sfide finanziarie più importanti del nostro tempo. Pensate come è cambiato il mondo. E c’è un altro aspetto da considerare. Una vota i nostri genitori non raggiungevano età venerande e quindi il patrimonio, piccolo o grande che fosse, finiva in successione e costituiva una opportunità per i figli e i nipoti. Ora non più o in modo molto più ridotto. Come è cambiato il mondo.
Una buona notizia che cambia tutto (per qualcuno)
Negli ultimi decenni l’aspettativa di vita è aumentata in modo significativo (media del pollo). Molte persone che vanno in pensione oggi hanno buone probabilità di vivere venti, venticinque o addirittura trent’anni dopo la fine dell’attività lavorativa. Lo spero proprio perché rientro nel caso specifico…
Dal punto di vista umano è una conquista straordinaria ma dal punto di vista finanziario richiede però una riflessione e non di poco momento.
Se una persona va in pensione a 67 anni e vive fino a 92 anni, dovrà finanziare venticinque anni della propria esistenza senza poter contare su un reddito da lavoro. Per questo motivo il problema non consiste soltanto nel costruire un patrimonio.
Occorre anche fare in modo che quel patrimonio duri abbastanza a lungo.
Il caso di Mario
Immaginiamo una situazione molto comune. Mario va in pensione a 67 anni. Ha una pensione pubblica che gli consente di vivere serenamente, una casa di proprietà e un patrimonio finanziario di circa 200.000 euro accumulato nel corso della vita.
Guardando quella cifra potrebbe sentirsi tranquillo. Dopotutto 200.000 euro rappresentano una somma importante. Ma la domanda corretta non è “Quanto denaro possiedo oggi?” La domanda corretta è per quanto tempo dovrà accompagnarmi questo patrimonio.
Se Mario dovesse affrontare spese sanitarie importanti, aiutare economicamente i figli o semplicemente integrare il proprio tenore di vita per molti anni, la prospettiva cambierebbe e di molto.
La stessa cifra che oggi appare elevata potrebbe assumere un significato molto diverso se distribuita su venticinque o trent’anni.
Il rischio che pochi considerano
Quando i mercati finanziari attraversano momenti difficili, la paura è immediata. Le oscillazioni si vedono ogni giorno. Le perdite temporanee compaiono sugli estratti conto. Qualcuno trema e va in ansia da perdite virtuali.
Il rischio longevity è diverso. Lavora lentamente. In silenzio. Non produce allarmi improvvisi. Ma lavora nei mesi e negli anni.
Si manifesta anno dopo anno attraverso piccoli prelievi, spese inattese, inflazione e necessità che cambiano con l’avanzare dell’età.
Proprio perché è poco visibile, spesso viene sottovalutato.
Due rischi molto diversi
Quale fa più paura?
| Rischio | Cosa temono le persone |
| Rischio di mercato | Perdere denaro investendo |
| Rischio longevity | Esaurire i risparmi vivendo molto a lungo |
La maggior parte dei risparmiatori dedica moltissimo tempo al primo rischio. Molto meno al secondo. Eppure entrambi meritano attenzione anche perché il secondo si manifesta quando non c’è più tempo per rimediare.
Quando la prudenza può diventare un problema
Molti pensionati scelgono di lasciare gran parte del patrimonio sul conto corrente. La motivazione è comprensibile, abbiamo imparato che la liquidità trasmette sicurezza.
Il denaro è disponibile in qualsiasi momento e non subisce oscillazioni evidenti. Tuttavia questa scelta può generare un effetto collaterale poco considerato.
Se il patrimonio rimane completamente fermo per molti anni, l’inflazione tende a ridurne progressivamente il potere d’acquisto. In altre parole, il rischio non è soltanto perdere denaro investendo.
Talvolta il rischio è anche perdere valore senza fare nulla.
Come si può affrontare il rischio longevity?
Non esiste una soluzione valida per tutti. Le persone affrontano questo problema in modi differenti, spesso combinando più strumenti. Tra le possibilità più diffuse troviamo:
| una pensione pubblica adeguata; | investimenti orientati alla produzione di reddito; |
| un patrimonio finanziario ben gestito; | rendite vitalizie; |
| forme di previdenza complementare; | coperture assicurative dedicate. |
La scelta dipende da molti fattori, tra cui l’età, il patrimonio disponibile, la situazione familiare e gli obiettivi personali.
Il ruolo delle coperture LTC
Quando si parla di longevità esiste un tema che merita attenzione particolare. Non si tratta soltanto di vivere a lungo, si tratta anche di capire in quali condizioni si vivrà. Roba non da poco insomma.
Con l’avanzare dell’età aumenta infatti il rischio di non autosufficienza e di necessitare assistenza continuativa. In queste situazioni i costi possono diventare molto elevati e incidere in modo significativo sul patrimonio familiare.
Per questo motivo negli ultimi anni hanno assunto crescente importanza le coperture Long Term Care (LTC), soluzioni assicurative che prevedono, al verificarsi di determinate condizioni di non autosufficienza, l’erogazione di una rendita o di un sostegno economico destinato a contribuire alle spese assistenziali.
Naturalmente ogni prodotto presenta caratteristiche, costi e condizioni differenti e richiede una valutazione attenta delle proprie esigenze.
La vera domanda da porsi
Molte persone si chiedono: “Quanto posso guadagnare dai miei investimenti? “
Una domanda importante. Ma forse ce n’è un’altra ancora più importante ossia come posso fare in modo che il mio patrimonio mi accompagni per tutta la vita. La differenza tra queste due domande è enorme.
La prima guarda al rendimento, la seconda guarda alla serenità.
Ed è proprio questa la prospettiva che dovrebbe guidare ogni riflessione sul patrimonio nella fase della pensione.
Meditate gente, meditate pensionati attuali e futuri.
Giulio Valerio Santini
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Reddito, patrimonio e rendita: attenzione a non confonderli
Molte persone possiedono un patrimonio importante ma non dispongono di un reddito adeguato. Altre hanno un buon reddito ma un patrimonio modesto. Comprendere la differenza è fondamentale per gestire correttamente il proprio futuro finanziario.
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