Salvezza nella comunicazione
Ogni giorno affrontiamo il “caos” informativo migliaia di notizie ci scorrono davanti agli e passano del dito del cellulare. La TV ci aiuta a cercare e trovare l’ancora di salvezza per la nostra mente e salva la nostra cultura.
Salvezza contro le Fake News
Nell’era dello smartphone perennemente in mano, siamo sommersi da un flusso ininterrotto di notifiche, post e video brevi. È il “mare magno” dei social media, dove spesso la verità si mescola alla finzione e le notizie urlate contano più di quelle verificate. In questo scenario frenetico, sta accadendo qualcosa di inaspettato: la televisione è tornata ad essere una bussola di riferimento
Algoritmi e isolamento
Mentre il cellulare ci isola in una bolla di algoritmi, il grande schermo del salotto si conferma il baluardo dell’informazione di merito e della qualità. Il cellulare non ci fa sapere cosa accade intonro a noi mentre camminiamo, ci distrae, ci fa perdere la bussola cognitiva. Accendere la TV oggi è un atto di autodifesa intellettuale. Permette di esistere, scegliere e decidere poi come eventualmente prosegire.
Differenza tra “postare” e “informare”
Sui social, chiunque può pubblicare una notizia in un secondo, spesso senza controllarne la fonte. Sul cellulare arriva di tutto. In televisione, il processo è opposto. E’ leggermente differente. Esiste una precisa responsabilità giornalistica. Dietro un servizio del TG o un programma di approfondimento c’è una redazione, un direttore responsabile e l’obbligo deontologico di verificare i fatti. C’è una professionalità non improvvisata. Non si da la notizia per il solo ed esclusivo gusto di apparire.
I filtri
Prima di “pubblicare” un programma ci sono giornalisti responsabili che devono vagliare attentamente cosa stanno proponendo. La TV passa attraverso filtri di qualità. Prima di andare in onda, una notizia viene analizzata, montata e verificata. Questo rallentamento è prezioso: ci protegge dalle “bufale” dell’ultimo minuto che diventano virali sui cellulari ma che spesso crollano alla prova dei fatti.
Merito contro superficialità
Il cellulare ci spinge allo “scorrimento infinito” (scrolling), dove dedichiamo a una notizia appena pochi secondi. La TV, invece, ci impone il tempo dell’approfondimento. In TV c’è spazio per il confronto tra esperti, per le mappe, per i dati e per i reportage sul campo. Questo permette di capire il merito di una questione, invece di fermarsi al titolo sensazionalistico cliccato per caso. La TV richiede un’attenzione focalizzata. Guardare la TV, significa, spesso e volentieri, stare seduti e concentrati. L’ambiente è calmo non ci sono disturbi di fondo. Le distrazioni sono limitate e circoscritte. La nostra mente smette di saltare da un gattino a una tragedia internazionale, permettendoci di concentrarci davvero su ciò che accade nel mondo.
Nota di trasparenza
I link rimandano per vostra comodità a pagine relative ai prodotti menzionati in questo articolo. Qualora un lettore decidesse di effettuare un acquisto tramite tale collegamento, il giornale potrebbe ricevere una piccola commissione come affiliato, senza alcun costo aggiuntivo per l’utente. Grazie
Foto by Wikipedia

