C’è un’origine comune che unisce ogni forma di vita sulla Terra: l’acqua. Non solo elemento naturale, ma matrice stessa dell’esistenza, presenza silenziosa che accompagna ogni respiro, ogni crescita, ogni futuro possibile. È da questa consapevolezza che nasce la Giornata mondiale dell’acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 per ricordarci, ogni anno, quanto fragile e preziosa sia questa risorsa.
Eppure, mentre celebriamo, il paradosso è evidente: oltre due miliardi di persone non hanno accesso ad acqua potabile sicura. In molte aree del pianeta la scarsità è emergenza quotidiana, una questione di sopravvivenza. Altrove, invece, l’acqua scorre nell’indifferenza e nello spreco, dispersa da reti inefficienti o consumata senza misura. Due estremi che raccontano una stessa incapacità: quella di gestire l’acqua come sistema globale e non come problema locale o contingente.
Serve una visione. Non basta intervenire nelle crisi: è necessario pianificare, investire, governare l’acqua con politiche integrate, infrastrutture moderne e una cultura diffusa della responsabilità. Perché l’acqua non è infinita, e la sua gestione non può essere emergenziale.
Ma accanto alla crisi esiste anche un’altra narrazione: quella dell’acqua ritrovata. È l’acqua recuperata attraverso il riuso, depurata, conservata, restituita agli ecosistemi e alle comunità. È l’acqua delle buone pratiche, dell’innovazione, della cooperazione internazionale. È l’acqua che torna a essere promessa.
Non a caso, il tema del 2026 – “acqua e parità di genere” – richiama il legame profondo tra accesso alle risorse e giustizia sociale. In molte parti del mondo sono ancora le donne e le ragazze a pagare il prezzo più alto della scarsità, caricandosi del peso fisico e sociale della ricerca dell’acqua.
E intorno a questa giornata, il mondo si attiva. Dalla pubblicazione del Rapporto ONU sullo sviluppo idrico, che orienta le politiche globali la iniziative educative e laboratori nelle scuole per avvicinare le nuove generazioni alla cultura dell’acqua. In Italia e non solo, concorsi internazionali come quello fotografico dedicato all’acqua raccontano attraverso le immagini il valore di questa risorsa. E ancora, eventi dedicati alla tutela dei fiumi, campagne di sensibilizzazione, programmi di ricerca e cooperazione che trasformano la consapevolezza in azione concreta.
Celebrare l’acqua non è e non può essere un gesto simbolico. È un impegno. Significa riconoscere che il futuro passa da qui: dalla capacità di custodire ciò che ci ha generati. Perché l’acqua non è solo origine della vita. È, ogni giorno, la possibilità stessa di vivere.
Per questo la Giornata Mondiale dell’Acqua 2026 in Campania, promossa dall’Ente Idrico Campano, s’incentra sul tema dell’“acqua ritrovata”, concretamente rappresentato dalla rinascita del fiume Sarno, un tempo tra i più inquinati d’Europa e oggi al centro di un importante processo di risanamento ambientale. Un’azione che ha visto insieme Eic, Gori, Regione Campania e cittadini e che ha avuto come effetto diretto anche il miglioramento della qualità delle acque marine regionali e della vita nei territori che il fiume bagna durante il suo lungo percorso verso il mare. Una storia che meritava di essere raccontata.
Ed è per questo che l’evento in programma per lunedì 30 marzo inizierà con la proiezione del docufilm Fiume Madre di Giuseppe Alessio Nuzzo, racconto corale che intreccia memoria e speranza attraverso testimonianze e immagini del fiume rigenerato. La giornata vedrà inoltre la tavola rotonda “Campania Blu – La Rinascita delle Acque”, momento di confronto tra istituzioni sulle strategie future, moderato dal direttore de Il Mattino, Vincenzo Di Vincenzo. Nel corso della Giornata, si terrà anche la presentazione della rivista “Percorsi d’Acqua” edita da Eic per creare uno spazio informativo e di confronto su una tematica che è tecnica, ma va resa accessibile. Spazio poi anche ai giovani con il contest musicale “Note d’Acqua”, che premia creatività e sensibilità sul tema della risorsa idrica.
L’acqua è ovunque e tutti abbiamo il dovere di celebrarla: conoscendola, tutelandola, promuovendola perché sia, veramente, di tutti.
















