In psicologia si parla sempre più spesso di grounding: una pratica che aiuta a ritrovare stabilità partendo dallo stato emotivo presente.
Non si tratta di “cambiare” subito ciò che sentiamo, ma di riconnetterci al qui e ora, usando il corpo, i sensi e la consapevolezza per creare una base solida da cui ripartire. In un’epoca di stimoli continui e tensioni diffuse, il grounding diventa uno strumento semplice ma potente per ritrovare equilibrio.
Esistono dei grandi maestri che possono spiegare bene tale “fenomeno”: i bambini, soprattutto i bambini di ieri…
Perché da bambini contavamo mattonelle quando venivamo sgridati
Quando l’ansia non ha parole, il corpo e i numeri trovano una via
Molti adulti ricordano un comportamento apparentemente insignificante dell’infanzia: contare.
Contare i passi, le mattonelle del pavimento, i gradini di una scala. Spesso accadeva in momenti precisi: durante una sgridata, un rimprovero, o quando un adulto metteva il bambino in difficoltà emotiva.
Un gesto semplice, silenzioso, quasi invisibile.
Eppure oggi la psicologia riconosce in quel comportamento una sofisticata strategia di autoregolazione emotiva, messa in atto spontaneamente dal cervello infantile.
Quando il rimprovero diventa sovraccarico emotivo
Per un bambino, una sgridata non è solo una correzione educativa. È un evento ad alta intensità emotiva.
Il sistema nervoso del bambino:
- non ha ancora pienamente sviluppato la capacità di verbalizzare l’emozione
- percepisce l’adulto come figura dominante e imprevedibile
- reagisce attivando il sistema di allarme (amigdala)
In queste condizioni, il linguaggio spesso si spegne.
Il corpo, invece, cerca una via.
Contare come rifugio mentale
Contare mattonelle o passi non è una distrazione casuale. È una forma primitiva ma efficace di spostamento attentivo.
Dal caos all’ordine: perché proprio le mattonelle?
Le superfici ripetitive, pavimenti, scale, corridoi, hanno una caratteristica fondamentale: la regolarità.
Secondo la psicologia cognitiva, l’ordine visivo:
- riduce il carico sensoriale
- fornisce un senso di stabilità
- aiuta il cervello a “riorganizzarsi” dopo uno
stress
Contare diventa così una micro-narrazione interna: una fine.
Una sequenza che ha un inizio, uno sviluppo e una fine.
Corpo e mente: il ruolo dei passi
Quando il conteggio si accompagna al camminare, entra in gioco anche il corpo.
Il ritmo dei passi:
- stabilizza il sistema nervoso autonomo
- favorisce una regolazione emotiva bottom-up (dal corpo alla mente)
È lo stesso principio su cui si basano oggi molte tecniche di mindfulness e grounding.
La scienza dietro un gesto infantile: Il grounding
In psicologia clinica, il grounding è una tecnica usata per:
- gestire ansia e dissociazione
- riportare la persona nel “qui e ora”
- ridurre l’impatto emotivo di uno stimolo
Ciò che sorprende è che molti bambini lo fanno senza che nessuno glielo insegni.
Il sistema nervoso e la regolazione
Il neuroscienziato Stephen Porges, con la sua Teoria Polivagale, ha mostrato come il sistema nervoso cerchi continuamente strategie di sicurezza.
Quando il linguaggio non basta, il corpo e i pattern ripetitivi diventano strumenti di sopravvivenza emotiva.
Breve bio
Stephen W. Porges è professore di psichiatria e neuroscienze, noto per i suoi studi sul nervo vago e sulla regolazione emotiva.
Attenzione e controllo cognitivo
Secondo gli studi di Michael Posner sull’attenzione, focalizzarsi su un compito strutturato riduce l’impatto degli stimoli emotivi disturbanti.
Breve bio
Michael I. Posner è uno dei più importanti psicologi cognitivi contemporanei, pioniere nello studio dei sistemi attentivi.
È un segnale di disagio?
Nella maggior parte dei casi, no.
Il comportamento diventa problematico solo se:
- è rigido e compulsivo
- genera ansia se interrotto
- interferisce con la vita quotidiana
Altrimenti, è una risposta adattiva, non patologica.
Cosa rivela sull’adulto che siamo diventati
Molti adulti che da bambini contavano:
- oggi camminano per calmarsi
- respirano contando
- osservano dettagli quando sono sotto stress
Non è un’abitudine strana.
È la versione adulta di una strategia antica.
In conclusione
Quel bambino che contava mattonelle non stava “scappando”.
Stava resistendo, nel modo migliore che conosceva.
In un mondo emotivamente troppo grande, ha creato ordine.
E forse, senza saperlo, ha imparato presto qualcosa che oggi la scienza conferma: calmarsi è una competenza, non una debolezza.
Cristina Lombardo
Fonti essenziali
Siegel, D. J. (2012). The Developing Mind
Porges, S. W. (2011). The Polyvagal Theory.
Posner, M. I., & Petersen, S. E. (1990). The Attention System of the Human Brain.

