Ramoscello di pace
John McCone si sistemò il nodo della cravatta, tirando un sospiro di sollievo, poi si guardò attorno. Kennedy sembrava sul punto di piangere, così come MacNamara. Bobby e Dean Rusk, invece, sembravano meno sollevati e più concentrati su quello che ancora doveva arrivare. Ed era un bene che fosse così.
Soltanto LeMay sembrava messo in un angolo, deluso, sconfitto. Era colpa sua. Era lui il responsabile di tutto, di aver disobbedito agli ordini, di aver affondato le navi sovietiche, di aver distrutto l’equilibrio e cercato di trascinarli in guerra. Tuttavia, era anche un ottimo generale e se la soluzione ai problemi doveva essere attuata manu militari, probabilmente l’alto ufficiale sarebbe stato il migliore nel fornire soluzioni.
Fu proprio per quello che McCone decise, inaspettatamente, di fornire un ramoscello di pace. “si rilassi, vecchio mio”, disse a LeMay sorridendogli, “questa notte avremo ancora molto bisogno di lei e delle sue competenze. Il fatto che non sia imminente un attacco nucleare non vuol dire che Mosca non risponderà, no?”.
Il grosso generale parve illuminarsi almeno un po’ e mentre si cavava di tasca un sigaro, disse “beh, sì, immagino di sì”. “Quello è forse per festeggiare, Curtis?”, gli chiese bonario MacNamara. L’uomo scosse la testa “Ti piacerebbe, tenente colonnello…mi aiuta a concentrarmi…” rispose accennando un sorriso, “oh…a proposito…scusate ma ne ho portati soltanto tre”, disse, cavando altri due sigari fuori dalla tasca. Nessuno li prese, così domandò “signor Presidente, le dispiace se…”, “no, si figuri, generale”, rispose Kennedy. McCone si frugò in tasca e gli diede il suo accendino.
Uno zippo d’oro finemente lavorato a sbalzo, con incise le sue iniziali…un regalo di matrimonio risalente a un paio di settimane prima. LeMay lo prese e lo ringraziò con un cenno del capo, poi si accese il sigaro e glie lo restituì. Lui lo riprese in mano e rapidamente lo chiuse, infilandoselo in tasca.
Poi fissò gli altri uomini presenti nella stanza. “Il fatto che un attacco nucleare sia da escludere”, disse, “non significa che i sovietici non lanceranno una rappresaglia convenzionale…anzi”.
… continua

