Libreria Editrice Vaticana, 2025

Le parole e gli scritti di Gael Giraud, matematico, economista, teologo e sacerdote gesuita
Papa Francesco ci ha mostrato come tutto è connesso scrivendo “ Laudato sì “ , la sua prima enciclica ma anche il manifesto del suo pensiero: non si può separare la sofferenza della terra da quella dei poveri.
Gael Giraud, con la profondità e la semplicità d’espressione che lo caratterizzano, ci parla da tempo di “ transizione ecologica “ come necessario inizio di una nuova era di cambiamento per garantire la sopravvivenza della razza umana.
Siamo in un punto di non ritorno
La catastrofe ecologica è già iniziata. Siamo chiamati a ripensare al retaggio biblico secondo il quale l’uomo è al di sopra del resto del creato. L’uomo che nomina gli altri viventi e che ritiene di poter decidere a proprio piacere, deve fermarsi e riflettere. La vita dell’uomo è strettamente connessa all’acqua, all’energia, ai minerali. Non può più ignorarlo.
La critica di Giraud al comportamento umano è forte già dalle prime righe di questo saggio.
I più poveri, le prime vittime dei disastri ecologici; i primi responsabili, i Paesi più ricchi.

Tantissimi gli esempi storici, con dati alla mano, portati dall’autore. Il diritto alla proprietà privata è in conflitto con l’idea che il clima è la salute siano risorse universali.
Qui la scelta di Giraud di leggere la Bibbia in chiave ecologica come supporto per affrontare le sfide attuali. La Bibbia, che ha parlato a generazioni di uomini, ci saprà aiutare anche oggi col suo messaggio universale.
“ E’ questo il tempo nel quale ricostruirai il regno per Israele?”Giraud ci accompagna in un viaggio affascinante.
La prima parte del libro è dedicata a una riflessione sull’uomo e sulla sovranità. Il Vangelo di Luca, il “ Vangelo dei poveri”, è la base per porre l’attenzione sulla preghiera e sulla speranza che la parola di Gesù ci consegna. La sua vita come esempio di una nuova era nonostante le avversità, la violenza. L’Ascensione nel Vangelo di Luca è descritta in modo semplice, niente oscuramento del cielo raccontato nei testi veterotestamentali, ma richiama l’attenzione ai discepoli e ai seguaci di Gesù ad averlo come esempio, a diffondere la sua parola, più che a glorificarne la morte.

“Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea” ( Lc 24, 5-7)
L’ascesa al trono divino di Gesù non è il punto d’arrivo ma il punto di partenza. L’uomo non deve fermarsi e glorificare Gesù ma averlo come modello di vita. Primo passo: provare compassione, in particolare verso i più deboli.
Gesù è il sovrano che sostituisce la Legge senza scrivere niente, solo con i suoi gesti, la sua vita.
Gesù distingue diritto da giustizia. Emblematico il “ Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” Lc 20, 21-26. Non c’è qui una critica alla Legge ma una volontà di far prendere coscienza a chi la applica. Il senso della legge dipende anche dalla sua interpretazione.

La seconda parte del testo mette in luce l’importanza della relazione professata da Gesù attraverso le parabole.
L’annuncio del Regno di Dio, fatto da Gesù nel Vangelo di Luca, costituisce una rivoluzione: si è sempre cercato il potere, la ricchezza, la forza ma Gesù offre l’idea di un regno per i poveri, i bambini, gli esclusi. Gesù ribalta le convinzioni.
I lettori delle parabole sono invitati a farle fruttare attraverso le loro interpretazioni: la sovranità di Gesù è quella del Messia che non si fa forte della propria autorità ma condivide la propria sovranità. Le parabole, come fine ultimo, invitano il lettore a creare un mondo “ in comune”.
La terza parte del saggio è dedicata alle riflessioni sulla proprietà privata. “ E rimetti a noi i nostri debiti”.
Qui si entra nel vivo di una questione importante per Gael Giraud. Se partiamo dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino ( 1789) che afferma: “ La proprietà essendo un diritto inviolabile e sacro, nessuno può esserne privato, salvo quando la necessità pubblica, legalmente constatata, lo esiga in maniera evidente, e previo un giusto e preventivo indennizzo “. Ad oggi, se uno stato si ritiene proprietario dell’Amazzonia, quale diritto internazionale potrà costringerlo a lottare contro gli incendi che ogni anno distruggono il pianeta?

Con una dettagliata analisi storica ed economica del concetto di proprietà privata, l’autore ci accompagna per mano offrendoci l’opportunità di riflettere sulla storia per affrontare le nuove sfide future.
La proposta di Gael Giraud è la condivisione dei beni.
Questo libro è una riflessione forte contro gli ultimi anni di politica occidentale che tende a privatizzare tutto ma anche contro il comunismo che invece è l’assorbimento di tutti i beni nella sfera del pubblico. La proposta del bene comune è una terza via. Il bene, messo in comune, diventa di tutti e tutti decidono del suo destino.
Negli Atti degli apostoli, Luca descrive la Chiesa delle origini dove si metteva tutto in comune. San Tommaso dice che la proprietà più nobile è la res communis che è un diritto naturale dell’uomo, al contrario della proprietà privata che è sempre una concessione…cosa aspettiamo?
Conclusione: il cristianesimo oggi, può fornire risorse per dar vita a una nuova modernità.

Gael Giraud e’ matematico, economista, teologo e sacerdote gesuita.
Direttore di ricerca al CNRS di Parigi. È considerato uno dei più importanti teorici della transizione ecologica a livello internazionale. È stato chief economist della Agence francaise de developpement e Direttore del programma di giustizia ambientale della Georgetown University di Washington. Ha pubblicato numerosi libri; fra gli ultimi, “Il gusto di cambiare. La transizione ecologica come via per la felicità “.
Leggere questo libro perché
Perché non abbiamo più tempo e dobbiamo agire se non vogliamo essere noi stessi fautori della morte del nostro pianeta.
Pro
Ricchissimo di riferimenti
Neo
Nessuno. E’ una lettura che fa riflettere.

