Riflessioni da Cheese 2025, a Bra
In un mondo dominato dalle logiche industriali e dalla standardizzazione alimentare, ci sono ancora persone e comunità che scelgono di resistere, difendendo pratiche antiche e un rapporto intimo con la terra e gli animali. A Cheese 2025, la manifestazione internazionale dedicata ai formaggi di qualità che si svolge a Bra, ho incontrato Paolo Ciapparelli, fondatore dello Storico Ribelle, una società benefit nata con un obiettivo tanto semplice quanto rivoluzionario: proteggere i piccoli produttori di Bitto a Gerola Alta, nel cuore delle Alpi orobiche.
Lo Storico Ribelle non è solo un formaggio. È il simbolo di una battaglia culturale ed etica: preservare un patrimonio di conoscenze casearie tramandate da secoli, difendere la biodiversità e garantire dignità economica a chi vive e lavora nelle valli alpine. Questi produttori portano avanti una tradizione in cui nulla è lasciato al caso: dal pascolo all’alpeggio, dal latte crudo alla stagionatura, ogni gesto custodisce un sapere che non si può replicare in laboratorio.
Sostenere i piccoli produttori significa molto più che tutelare una nicchia gastronomica:
vuol dire difendere la diversità alimentare, contro l’omologazione dei gusti imposta dai grandi marchi; significa salvaguardare territori fragili, dove l’abbandono delle pratiche agricole tradizionali porterebbe allo spopolamento e al degrado ambientale;
vuol dire anche riconoscere un valore culturale: ogni forma di Bitto Storico racconta una storia, fatta di mani esperte, di famiglie, di comunità resilienti.
L’esperienza dello Storico Ribelle è un esempio concreto di come il cibo possa diventare atto politico e sociale. Difendere il lavoro di questi casari non è solo un gesto di solidarietà, ma un investimento nel futuro: perché senza di loro perderemmo non solo sapori unici, ma soprattutto un modo diverso di abitare il mondo, più lento, rispettoso e consapevole.
Che sia a Bra, a Gerola Alta, ad Agerola (insieme a me c’era Matteo Ruocco del Caseificio Ruocco) o in qualsiasi altra parte del pianeta, la sfida è la stessa: dare voce e forza a chi produce in armonia con la natura, controcorrente rispetto a un sistema che premia quantità e uniformità. Il Bitto Storico Ribelle è la prova vivente che un’altra economia è possibile: radicata nei pascoli alpini, ma con lo sguardo rivolto al futuro di tutti noi.

