Intervista parte seconda
Francesca Granzotto sta giocando al Mondiale femminile di rugby 2025 in Inghilterra.
Ha esordito contro la Francia, proprio su quello che sarà nella prossima stagione sportiva il “suo campo da gioco di casa”, il Sandy Park della blasonata squadra degli Exeter Chiefs.
Francesca adesso c’è. È il suo “momento mondiale””

Il CT Fabio Roselli ha inserito la ragazza di Conegliano nella rosa delle giocatrici presenti al Mondiale in Inghilterra.
Dopo la Francia ha giocato anche contro il Sudafrica.
Sarà anche lei una delle future promesse del rugby femminile nazionale?
Lei è modesta e precisa con un sorriso timido, ma deciso.
“Sono stata convocata anche nel precedente Mondiale, ma sono stata in panchina e per una sola partita. Non sono mai entrata in campo, Ma andava bene così! Ora spero di vivere questo Mondiale più attivamente.
Partecipare allo scorso Mondiale è stata un’esperienza pazzesca perché ho vissuto un mese e mezzo con il gruppo in Nuova Zelanda e questo mi ha fatto crescere molto anche se non ho giocato, ma in quel momento era giusto così!”
Adesso ci sei Francesca. Sei una giocatrice della Nazionale italiana, sei al Mondiale, qual è la tua meta da sogno?
“Sicuramente finire una bella azione di squadra e magari essere quella che segna, anche perché i miei ruoli sono tendenzialmente quelli, ma comunque sia….
Mi piacerebbe una bella azione di squadra che termina con una meta, magari in prima fase partendo da mischia o da touche, oppure un contrattacco dai nostri 22 metri.
In realtà però non credo di aver una meta da sogno perché la meta è comunque sempre il risultato di un lavoro di squadra e mai di un’azione individuale”.
Quali sono le tue emozioni all’inno nazionale? Soprattutto qui al Mondiale…
“Per me l’inno nazionale è sempre eccezionale! È un momento molto emozionante in cui viene magari anche un po’ di tachicardia.
E poi, se sugli spalti vedo i miei genitori o i miei parenti… come l’altro giorno, quando durante l’inno ho visto mia mamma, che non sempre viene alle partite. Beh! Mi sono emozionata e mi è scesa un po’ la lacrima. Sì, l’inno italiano è un momento che sento molto”.
Francesca Granzotto da quando ha iniziato a giocare a rugby si è cimentata in diversi ruoli: mediano di mischia (numero 9), mediano di apertura (numero 10) e ora estremo (numero 15). È agile, veloce, competente e con buone qualità di gestione della palla in mano. Generosa!
Francesca, parliamo del tuo ruolo attuale: estremo
“La questione del mio ruolo è abbastanza difficile perché, da quando ho iniziato a giocare a rugby a 15, mi è sempre stato detto: “Devi giocare 9 perché sei piccolina, rapida, hai visione di gioco”, poi per varie vicissitudini non ho giocato con continuità in questo ruolo e dovevo spesso cambiare posizione…”.
Ma non hai mollato, non ti sei abbattuta, non ti sei offesa, come a volte capita, per i cambiamenti e le modifiche di ruolo…
Sorride con dignità
“No assolutamente! Ho avuto modo di esplorare altri ruoli come ultimamente l’estremo e l’ala.
Oggi posso dire che, giocandoci di più, sento di più mio il ruolo di ala/estremo. Meglio estremo…
Mi piace giocare all’ala, ma l’estremo è un ruolo che mi piace e che vorrei approfondire, poi chissà … magari tornerò a giocare mediano”.
Sorride
“Anche con Fabio (Roselli N.d.R.) abbiamo deciso di intraprendere un percorso per perfezionarmi in un ruolo, appunto l’estremo. Perché fare tanti ruoli in certe occasioni può essere comodo, ma nello stesso tempo non ti permette di specializzarti ed è quindi un’arma a doppio taglio”.
L’estremo, un ruolo complicato, non è da tutti. L’ultimo giocatore in campo. Là dietro da sola, in mezzo al campo…ci vuole gran coraggio…
Sorride
“Si, vero, ma mi piace. Ci sono tanti aspetti in cui devo migliorare perché l’estremo è un ruolo con cui devo prendere confidenza soprattutto nell’area della copertura dietro.
Certamente giocarci di più mi permette di perfezionare le cose. E migliorare.
L’allenamento è importante, ti prepara alla partita, ma in campo è sempre un’altra cosa.
Si vero, sei là, sola, contro te stessa …”.
A proposito di essere là da sole… Chi vorresti invece avere accanto a te in situazioni di difficoltà, fuori da campo?
Sorride, ci pensa un attimo e poi risponde sicura
“C’è un’ampia gamma tra cui scegliere, ma forse sceglierei Sara Tounesi perché è in grado di risolvere qualsiasi cosa!”.
Sorridiamo entrambi, vero al 100%.
Sara è davvero una forza della natura.
Grazie. Buon Mondiale Francesca!
Si ringrazia Francesca Granzotto per la messa a disposizione delle fotografie presenti nell’intervista e si esprime apprezzamento agli operatori citati nelle didascalie

