Molte persone pensano che il modo più sicuro di gestire il denaro sia non investirlo mai.
I soldi sul conto. Fermi. Visibili. Sempre disponibili. Nessuna oscillazione. Nessun grafico rosso. Nessuna ansia da mercati finanziari. Ed è una sensazione perfettamente comprensibile.
Negli ultimi decenni milioni di risparmiatori sono stati bombardati da immagini di:
- crisi finanziarie
- Borse che crollano
- banche in difficoltà
- investitori disperati
- truffe mascherate da investimenti
Così nella mente di molte persone si è creato un automatismo molto semplice, ossia investimento = rischio, conto corrente = sicurezza.
Ma siamo davvero sicuri che il rischio sia soltanto quello di vedere un investimento scendere?
I rischi che vediamo e quelli che ignoriamo
Il problema è che esistono due tipi di rischio. Quelli visibili. E quelli invisibili. I rischi visibili fanno paura perché si notano immediatamente:
- un investimento che perde valore
- un mercato che scende
- un titolo in rosso
- oscillazioni improvvise
Sono i rischi emotivi. Quelli che attirano l’attenzione. Poi però esistono rischi molto meno spettacolari, ma spesso altrettanto importanti:
- inflazione
- perdita del potere d’acquisto
- denaro fermo per decenni
- concentrazione eccessiva della liquidità
- assenza totale di crescita del patrimonio
Questi rischi non fanno rumore. Non arrivano con un crollo improvviso. Agiscono lentamente. Anno dopo anno. Ed è proprio per questo che molte persone finiscono per sottovalutarli.
Perché “non investire” non significa automaticamente non rischiare
Immaginiamo due persone.
La prima, Giulio, lascia tutto sul conto corrente per vent’anni. La seconda, Valerio, investe gradualmente una parte del patrimonio con un orizzonte di lungo periodo.
Molti considereranno automaticamente più prudente la prima scelta. Ma nel frattempo l’inflazione continua a lavorare. E dopo vent’anni il denaro lasciato completamente fermo potrebbe aver perso una parte enorme del proprio valore reale.
Il paradosso è proprio questo: a volte il rischio non è soltanto perdere soldi investendo. A volte il rischio è anche non farli lavorare mai.
Volatilità e perdita non sono la stessa cosa
Esiste poi un altro equivoco gigantesco. Molte persone confondono oscillazione temporanea con perdita definitiva. Ma non sono la stessa cosa. Un investimento può oscillare nel breve periodo senza che questo significhi automaticamente perdita permanente.
Anzi, la volatilità è spesso una caratteristica normale dei mercati finanziari. Naturalmente questo non significa che tutti gli investimenti siano sicuri o che il rischio non esista davvero. Esistono investimenti:
| prudenti | poco diversificati |
| aggressivi | altamente rischiosi |
| speculativi |
Ed esistono anche errori enormi che possono causare perdite molto serie. Il punto però è comprendere che il rischio non è un concetto unico e semplice. Esistono molti tipi di rischio, cerco di farne un elenco esemplificativo per voi:
| rischio di mercato | rischio di concentrazione |
| rischio inflazione | rischio temporale |
| rischio emotivo | rischio di liquidità |
Ed è qui che la finanza diventa più interessante di quanto sembri. Perché il vero obiettivo non è eliminare completamente il rischio. Quello è impossibile cercate di interiorizzare questo concetto!
Il vero obiettivo è capire quali rischi stiamo correndo, quali possiamo sopportare e quali stiamo ignorando senza rendercene conto
Il tempo cambia completamente il rischio
C’è poi un aspetto fondamentale che moltissimi sottovalutano: il tempo. Il rischio cambia radicalmente in base all’orizzonte temporale. I soldi destinati a una vacanza tra sei mesi, l’acquisto di una casa tra un anno, una spesa imminente non dovrebbero normalmente essere gestiti come soldi destinati alla pensione, al futuro dei figli, a un progetto di lungo periodo.
Ed è qui che molte persone iniziano finalmente a capire che investire non significa semplicemente “cercare rendimento”. Significa soprattutto costruire una strategia coerente con la propria vita reale.
Il vero problema è capire i rischi invisibili
Negli ultimi anni milioni di persone hanno iniziato lentamente a scoprire una verità molto semplice:
tenere tutto fermo non equivale automaticamente a essere al sicuro.
Perché il tempo, l’inflazione e la perdita di potere d’acquisto rappresentano anch’essi una forma di rischio. Solo molto meno evidente.
E forse il grande errore che molti commettono è proprio questo: concentrarsi soltanto sui rischi che fanno paura nell’immediato, ignorando quelli che lavorano lentamente per anni.
Il vero problema non è eliminare completamente il rischio.
Il vero problema è capire quali rischi stiamo già correndo senza rendercene conto.
Alcuni tipi di rischio finanziario
| Tipo di rischio | Cosa significa |
| Rischio di mercato | Oscillazioni del valore degli investimenti |
| Rischio inflazione | Perdita del potere d’acquisto |
| Rischio emotivo | Vendere nel panico o investire impulsivamente |
| Rischio temporale | Avere orizzonti troppo brevi |
| Rischio di concentrazione | Tenere tutto nello stesso strumento |
| Rischio liquidità | Non avere denaro disponibile quando serve |
Giulio Valerio Santini
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