L’algoritmo come nuovo editore dell’informazione
Media
Legislativo, esecutivo e giudiziario; i tre poteri dello Stato nella celebre suddivisione di Montesquieu vengono da almeno due secoli affiancati da un altro potere, il quarto, quello “dell’opinione pubblica”, o meglio, dei media. Questi, nel corso degli ultimi decenni, hanno raggiunto un’importante capillarità all’interno del tessuto sociale, in particolare, ci riferiamo ai social media.
Origine
L’espressione “Fourth Estate” (Quarto Stato/Potere) risale al XVIII secolo, attribuita al politico e filosofo britannico Edmund Burke. Durante un dibattito alla Camera dei Comuni, il parlamentare si riferì a un quarto potere, presente nella “Galleria dei Giornalisti”. Quelle che oggi potremmo paragonare alle “Storie degli influencer” sono, secondo alcuni giornalisti contemporanei, l’emblema di un nuovo potere nato con la rivoluzione digitale: il quinto.

Opinione pubblica
“Giudizio e modo di pensare collettivo della maggioranza dei cittadini”, la Treccani intraprende così l’ardua impresa di definire il concetto di “opinione pubblica”. Già, perché sfido ad afferrare il reale sentimento popolare sempre in mutamento se non azzardando tendenze sulla base dei più vari sondaggi. Ogni narrazione collettiva contiene delle singolarità dai tratti imperscrutabili.
Una coincidenza
Non sarà che la narrazione stessa dell’opinione pubblica è l’opinione pubblica, e quindi oggi i social media e chi li traina, con la forza dei numeri e, a volte, con contenuti di reale impatto? Questo, in quanto il racconto del “sentimento popolare” sembra l’unica cosa misurabile rispetto al sentimento stesso.
Uno scambio
Con la nostra presenza sui social scambiamo, più o meno consapevolmente, i nostri dati con l’esperienza della piattaforma. Gli stessi dati vengono rielaborati dalle intelligenze (artificiali) degli algoritmi che creano per noi un’esperienza affine, la nostra bolla informativa.

Illusione e consapevolezza
Viviamo un’esperienza informativa virtuale che ci dà un’illusione di consapevolezza, ma che spesso è la conferma delle nostre credenze e dei nostri pregiudizi. Sto parlando di quella sensazione di riconferma delle proprie opinioni che ha poco a che vedere con i fatti e più con le sensazioni, una scelta emotiva e non certo razionale.
Intelligenza editoriale
Alle otto intelligenze (+ 1, quella esistenziale) di Howard Gardner, psicologo e docente di Harvard che ha elaborato nel 1983 la teoria delle intelligenze multiple, si aggiunge (si fa per dire) quella artificiale, la direttrice d’orchestra degli algoritmi, oggi più che mai distributrice di nozioni.
Se un tempo a scegliere cosa leggere era il lettore, oggi è l’algoritmo a decidere cosa mostrargli.
Chi è, allora, il vero editore?

