Raffaello Bonifazi, profondo conoscitore delle problematiche di coppia e autore dei libri “Storie di Motel” e del nuovo “Facciamo Motel: L’Amore a Ore”, risponde alle vostre lettere: dubbi se è la persona giusta per voi, insicurezze, sospetti di tradimento, passioni che si sono raffreddate, desideri di nuove esperienze e tutto ciò che vi tiene svegli di notte. “Chiedilo a Raffaello”: ogni venerdì pubblicheremo le vostre lettere e le relative risposte. Non siate timidi, lo sappiamo già che è “per il vostro amico/a” … e in ogni caso, non pubblicheremo mai i vostri nomi o indirizzi e-mail.
Scrivi a raffaello.bonifazi@nationaldailypress.it
Unica regola: non offendetevi se la risposta arriverà accompagnata da un sorriso. E ricordate… nella vita, come al motel, per ogni porta che si chiude ce n’è una che si apre.
💌 LA LETTERA DI OGGI 💌
Caro Raffaello,
Natale, Santo Stefano, Capodanno: il trittico perfetto dell’oppressione dell’uomo infelicemente sposato.
Tre giorni lunghi come tre mesi, da passare in compagnia di mia moglie e, come se non bastasse, con i parenti di lei che, da quando li ho conosciuti, mi hanno fatto apprezzare molto di più i miei, fosse solo per il fatto che almeno, quando mangiano, stanno zitti.
Chiaramente i discorsi sono sempre gli stessi, nessuno dei quali intelligente, e se si fossero registrate le discussioni delle festività degli anni passati si potrebbe dialogare tranquillamente usando il playback. Quelli che dovrebbero essere momenti di svago e libertà sono, in realtà, lavori forzati matrimoniali; mia moglie che mette tutta sé stessa nel dare l’immagine di una famiglia unita e felice è la ciliegina sulla torta.
Io recito la mia parte, come forse anche altri dei presenti fanno, ma l’alienazione diventa ogni anno sempre più forte.
Gli unici momenti che contano davvero nella mia vita e che mi fanno sentire ancora vivo sono quelli extramatrimoniali. Momenti rubati, ritagliati, liberati. Ore che passo con i pochi amici veri che ho e con la mia amante.
In quei momenti il tempo vola e ritrovo la gioia di vivere.
Il pensiero ricorrente di questi anni è questo: se lasciassi mia moglie e vivessi con l’amante, quei momenti sarebbero sempre così belli? Oppure parte del loro valore è data proprio dalla clandestinità?
Se da un lato sono sicuro di non provare più nulla per mia moglie e di restare a casa solo per stare vicino ai miei figli, dall’altro mi chiedo se, prima o poi, non succederebbe lo stesso anche se mi risposassi con la mia compagna.
Ti è mai successo di vedere coppie che hanno iniziato come amanti e poi si sono sposate e hanno vissuto felici?
📨 LA RISPOSTA DI RAFFAELLO 📨
Caro Lettore,
per prima cosa, ti auguro di soffrire il meno possibile durante queste festività.
In risposta alla tua domanda: sì, ho visto coppie di amanti che poi si sono sposate. Sono felici? Difficile dirlo.
I punti sono due: quanto male stai con tua moglie e quanto bene stai con l’amante. Dici apertamente che per tua moglie non provi niente; viene da sé che la vostra convivenza non può essere felice. Essere sposati dovrebbe essere molto più che vivere sotto lo stesso tetto e partecipare insieme alle “parentate”.
Sei felice con l’amante. Per esperienza devo dirti che nessuno dei miei clienti mi ha mai detto di essere infelice con l’amante… almeno finché questa non ha cominciato a spingere per essere sposata.
Il punto è sempre questo: se tu fossi sposato con l’amante, continueresti a essere così felice del vostro rapporto?
Io non lo credo, e ti spiego perché. Una convivenza o un matrimonio, a maggior ragione se ci sono dei figli, hanno una natura completamente diversa da quella di un rapporto d’amore.
Vivere insieme vuol dire dover trovare infiniti compromessi praticamente su tutto: dal quartiere in cui andare a vivere, all’auto di famiglia (che deve essere spaziosa per i bambini). Fino a ieri guidavi una sportiva e i sedili posteriori non c’erano, e neppure ti servivano. Per non parlare della gestione del denaro, del decidere dove fare o non fare le vacanze, di come educare i figli, della scelta tra scuole pubbliche o private, della suocera e dei suoi consigli, eccetera eccetera.
Insomma, un matrimonio si porta con sé, inevitabilmente, un pesante fardello di rotture che prima o poi ti faranno chiedere: “Ma chi me lo ha fatto fare?”. L’amore tra due persone è una cosa, il matrimonio/convivenza ben altra.
Se tu convivessi con la tua attuale amante, anziché con tua moglie, il vostro rapporto sarebbe completamente diverso, passando da amanti e complici a una comune coppia di conviventi. Questo non vuol dire che ti troveresti male, ma di sicuro stiamo parlando di una diversa natura del rapporto.
Molte persone si sposano pensando di prolungare così per sempre quel sentimento di amore che provano per la compagna o il compagno. La convivenza è un’altra cosa: è un altro tipo di gioco, con regole diverse e obiettivi nuovi. Purtroppo, spesso questo viene compreso troppo tardi.
Citando a modo mio Love Story:
“Amare vuol dire non dover mai dire matrimonio”.
Il mio consiglio è questo: prima di pensare al futuro con l’amante, risolvi il presente con tua moglie. La vera domanda non è se saresti felice con l’amante, ma come sia giusto affrontare la tua attuale situazione.
Se non sei felice con tua moglie e non vedi la possibilità di esserlo neppure in futuro, la situazione va affrontata a prescindere, con o senza amante. Cerca di fare il bene tuo, dei tuoi figli e anche di tua moglie: neppure lei può essere davvero felice, per quanto possa sforzarsi di recitare con i parenti.
Saluti dal Motel… dove non si dorme mai 😉
CHIEDILO A RAFFAELLO! Scrivi a raffaello.bonifazi@nationaldailypress.it Non essere timido/a, la tua privacy è garantita: il tuo indirizzo e-mail, nome o dati non saranno pubblicati, solo le tue domande e le relative risposte.
E se preferite leggere, anziché scrivere, vi consigliamo il nuovo libro di Raffaello Bonifazi:

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Estratto dall’intervista al “Disagio Club”


