Siamo come pachidermi, tendiamo le braccia uno verso l’altro, ma è fatica sprecata. Riusciamo appena a sfregare l’uno contro l’altro le nostre ruvide pellacce. Siamo molto solitari! (Georg Büchner)
Scrittore e drammaturgo tedesco, muore nel 1837 e usa l’immagine del pachiderma che non riesce ad abbracciare, ma solo a sfregarsi (perciò non potrà mai conoscere la delicatezza di una carezza che riscalda il cuore). Per fortuna, smentiamo questo cupo pessimismo e l’isolamento dell’uomo che, con il suo comportamento rivela il suo essere crudele, perché le nostre pelli sono più delicate di quelle degli elefanti… e possiamo abbracciarci, anche se, non si deve ignorare la bestialità che pure ospitiamo in noi o, peggio, ci spinge ad incrociare le braccia in duelli, in assalti e in prove di forza.

