L’uomo tenta invano, di esprimere con la ragione, l’indicibile… che solo la natura può dire! (Herman Hesse)
Scrittore, poeta e pittore tedesco naturalizzato svizzero, insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1946, morto nel 1962, ci suggerisce che per capire il mistero dell’universo bisogna rimanere in silenzio a contemplare la natura, che spesso sconvolge… come tanti aspetti della vita (compresa la musica). Basti ricordare qualche brano di musica classica, in cui è espresso il tormento del compositore che vorrebbe riportare sulla carta ciò che vede, ma si scontra con la sua limitatezza, con la sua impotenza che lo porta ad arrendersi di fronte alla grandezza di ciò che non riesce a descrivere; ma anche quando facciamo alcune esperienze “forti” (il linguaggio umano risulta povero… l’unica cosa da fare è: “vieni e vedi”). Tante volte di fronte alla natura, alle cose belle della vita e della musica persiste l’idea della sofferenza (di sentire, cioè, l’impossibilità di esprimere il Tutto) che si mescola all’estasi, alla contemplazione!

