I burocrati sono numerosi come i granelli di sabbia in riva al mare. Con la differenza che la sabbia non prende lo stipendio. (Ephraim Kishon)
Scrittore, umorista e regista israeliano, morto nel 2005, ci dice che passano gli anni, si moltiplicano le riforme, cambiano i governi, si evolve la società, ma i burocrati sono sempre lì, pietrificati e immobili davanti alle loro scrivanie. E vi è una “rassegnazione” dei cittadini e questo accade perché il virus burocratico, in misura diversa, alberga un po’ in tutti (anche i burocrati, inizialmente, sono stati dei semplici cittadini); vedi lo scarso senso civico, il disprezzo delle regole vere, la superiorità che si prova a causa di una carica “superiore” o di un segno sulla giacca o sul berretto.
E allora questo ci insegna a cercare di ridurre sempre più il nostro essere “burocrati”, per essere maggiormente, e con verità, credibili!

