I figli, aumentano le preoccupazioni della vita, ma mitigano il pensiero della morte! (Francis Bacon)
Pittore irlandese, noto per le sue immagini crude e inquietanti morto nel 1992, ci suggerisce di porci una domanda fondamentale: “che senso ha il figlio nella vita dell’uomo e della donna?” Questa domanda un tempo neppure veniva sollevata: l’esperienza della maternità e della paternità, come quella dell’essere figli, “andava da sé” al pari di ogni momento fondamentale della vita umana. E tuttavia l’interrogativo a proposito del figlio e del suo significato oggi non suona impertinente: la mentalità e la cultura diffuse si mostrano infatti stranamente reticenti, se non refrattari, di fronte al tema della generazione: anche a questo riguardo l’uomo contemporaneo sembra smarrire quella «sapienza» che pure sarebbe necessaria per vivere affidandosi, come rimedio di tale mancanza, ad un privatissimo, laborioso ed assai improbabile “fai da te”. Ma è, e diventa, una originale e sempre sorprendente bellezza, il senso del generare: il figlio non è anzitutto un compito gravoso ed esorbitante, bensì una “benedizione” (l’incomprensibile ed imprevedibile “maestro di speranza” per chi si dispone con fiducia al futuro e accorda credito al carattere promettente della vita).

