La nobiltà dello spirito, rispetto a quella tradizionale del sangue, ha il vantaggio che uno se la può conferire da solo. (Robert Musil)
E’ stato uno scrittore e drammaturgo austriaco, morto nel 1942 e ci dice che non si nasce né signori, né raffinati, né insigni… lo si diventa con un serio esercizio. Quindi la “nobiltà dello spirito” è l’unica che ci conferiamo da soli con un impegno severo, anche nei piccoli comportamenti; il contegno, l’educazione, il rispetto sono valori che rivelano una classe che non è assegnata dai documenti anagrafici, ma che fiorisce da una finezza umana profonda! E’ necessario “lavorare!” su questo.

