Una nuova fase per la Fondazione Querini Stampalia
Presidente Molesini, la Fondazione Querini Stampalia sta vivendo un momento di profonda trasformazione. Come descrive questa nuova fase?
Il 5 maggio 2025 abbiamo inaugurato il nuovo corso, in una data fortemente simbolica: è l’anniversario della nascita di Giovanni Querini, il nostro fondatore, il cui spirito filantropico e la visione illuminata sono ancora oggi il cuore pulsante della Querini.
Quella giornata ha segnato la presentazione ufficiale di una Fondazione profondamente rinnovata, non solo negli spazi ma anche nella proposta culturale. Come Presidente, ho ritenuto necessario imprimere un cambiamento chiaro, fondato su una strategia solida e su una visione coerente con i valori originari dell’Istituzione, ma capace di proiettarla con determinazione verso il futuro.
La scelta della nuova direzione è stata il primo passo concreto in questa direzione: ho voluto individuare una figura in grado di interpretare con lucidità, autonomia e rigore il mandato affidato. I risultati di questo primo anno confermano la bontà di quel disegno: la Fondazione oggi si muove con passo nuovo, fedele a sé stessa, ma capace di parlare un linguaggio più aperto, più contemporaneo, più incisivo e rilevante. Grazie alla Direttrice Cristiana Collu, che ha portato una visione potente e innovativa, la Querini ha rafforzato il dialogo tra il suo patrimonio storico – i libri antichi e gli archivi della biblioteca, le collezioni d’arte del Museo, le architetture del passato e del presente – e la creatività contemporanea. Questo significa dare nuovo valore al ruolo della Fondazione, proponendo un’offerta culturale capace di coinvolgere la città, i visitatori e le nuove generazioni, aprendo così un capitolo inedito della nostra
Un nuovo linguaggio culturale
In che modo avete iniziato a dare forma concreta a questa nuova visione della Fondazione?
Lo abbiamo fatto attraverso interventi mirati che rinnovano non solo gli spazi, ma anche il nostro linguaggio culturale.
La mostra No Stone Unturned – Conceptual Photography su John Baldessari, la più ampia mai realizzata a Venezia sull’artista, ha inaugurato i nuovi ambienti espositivi del terzo piano, diventando una vera e propria dichiarazione di intenti. Baldessari è un artista visionario, ironico e lucido, capace di mettere in discussione i codici tradizionali dell’arte e di restituire meraviglia allo sguardo. Esporlo alla Querini significa affermare una visione radicalmente contemporanea, ma perfettamente coerente con il nostro approccio stratificato, che unisce storia, architettura e pensiero critico.
All’esterno, Leoni in campo, le sculture monumentali di Davide Rivalta, e l’installazione urbana Q Spot di Guixé animano il rapporto tra arte e spazio pubblico, rafforzando la relazione con la città.
All’interno, la Libreria Giovanni e il Cafè Mariona sono diventati luoghi di esperienza culturale quotidiana, dove conoscenza e socialità si intrecciano. Dal 10 luglio è tornato in collezione anche il capolavoro di Giovanni Bellini, La Presentazione di Gesù al Tempio, accolto in una sala completamente ripensata, con un allestimento multisensoriale realizzato dall’architetta Izaskun Chinchilla.
Il risultato è uno spazio sensibile e coinvolgente, capace di rinnovare il dialogo tra il pubblico e il dipinto. Tutto questo è parte di una trasformazione profonda, che guarda al futuro senza smarrire il legame con le nostre radici: un equilibrio essenziale che continuerà a orientare ogni nostra scelta.
Cultura come motore di crescita
Il concetto di cultura come motore di crescita è centrale nella visione della Fondazione. Cosa significa concretamente per voi?
Significa credere che la cultura non sia un lusso o un bene accessorio, ma una risorsa strategica per la crescita personale, sociale ed economica. È un’idea che trova conferma non solo nei valori che portiamo avanti, ma anche nei dati. La Fondazione genera un effetto moltiplicatore significativo: ogni euro investito ne restituisce tre per la comunità, con una ricaduta diretta del 75% su Venezia e la sua area metropolitana. Questo è il segno tangibile che l’investimento culturale ha impatti misurabili e profondi
Un modello economico solido e sostenibile
Negli ultimi anni, la Fondazione ha anche migliorato la propria sostenibilità economica. Qual è la chiave di questo successo?
La crescita dell’autonomia economica è frutto di una gestione attenta e di una visione a lungo termine.
Oggi, circa il 70% delle nostre entrate proviene da risorse proprie: fundraising, affitto spazi, donazioni private, lasciti, attività culturali. Solo il 30% deriva da contributi pubblici.
Abbiamo scalato le classifiche nazionali del 5 per mille, ampliato la nostra rete di sostenitori e rafforzato le collaborazioni con università, istituzioni e aziende. Questo modello ci permette di essere solidi, abbastanza indipendenti e resilienti.
Tuttavia, la fragilità economica è una condizione endemica con cui ogni istituzione culturale è costretta a confrontarsi: il rischio è sempre in agguato e impone una gestione estremamente rigorosa delle risorse. Per questo siamo costantemente alla ricerca di partner – pubblici e privati – che vogliano condividere con noi queste ambizioni e contribuire a renderle sostenibili. Senza il sostegno di una comunità ampia e partecipe, saremmo costretti a limitarle.
La missione della Querini oggi
Cosa significa oggi, concretamente, portare avanti la missione della Fondazione?
Significa assumersi la responsabilità di abitare il tempo presente senza smarrire il senso della propria origine. Vuol dire custodire un’eredità, ma anche interrogarla, metterla in relazione con le urgenze culturali, sociali e civili del nostro tempo.
La Fondazione Querini Stampalia oggi è laboratorio e presidio: un luogo che produce conoscenza, alimenta immaginazione pubblica e coltiva pensiero critico. La nostra azione coniuga rigore e apertura, memoria e invenzione, nella convinzione che la cultura non sia un lusso, ma un’infrastruttura essenziale per il futuro.
Grazie Presidente Molesini! Siamo felici di segnalare ai nostri lettori che da oggi il nostro quotidiano annovera un altro importante compagno di viaggio. Ospiterà infatti notizie, segnalazioni nonché eventi che riguardano la Fondazione Querini Stampalia
Giulio Valerio Santini
Foto copertina: Fabio Molesini by Fondazione Querini Stampalia

