Il 1º gennaio 2026 la Bulgaria ha adottato l’euro ed è diventata il 21° membro dell’eurozona. Da questo momento non verranno soltanto eliminate le commissioni di cambio tra il lev bulgaro e l’euro, ma si aprirà anche la strada a una maggiore partecipazione della Bulgaria ai processi decisionali economici europei. Kristian Vigenin (nella foto) è un membro bulgaro del Parlamento europeo e fa parte del Gruppo dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici. In Bulgaria è uno dei principali sostenitori dell’adozione.
È orgoglioso di questo passo importante per la Bulgaria e del suo significato per il futuro del Paese? Lo considera un passo per rendere il Paese più “europeo”?
“L’integrazione della Bulgaria nell’Unione europea è da tempo un obiettivo fondamentale del Partito Socialista Bulgaro (Bălgarska Socialističeska Partija – BSP). La Bulgaria ha presentato la domanda di adesione all’UE e solo grazie ai governi BSP ha potuto aderirvi. Più gli Stati membri dell’Unione europea saranno uniti, migliori saranno le politiche per i nostri cittadini. La coesione è sempre stata una delle nostre priorità”.
In qualità di parlamentare europeo, come ha cercato di contrastare la disinformazione sull’euro che mirava a minare o interrompere il processo di adozione?
“Nel mio ruolo di eurodeputato, ho organizzato molti incontri, dibattiti e conferenze per affrontare e contrastare le false narrazioni sull’adozione dell’euro. Con l’aiuto di alcuni giovani programmatori, ho creato anche un’app gratuita chiamata “ЕвроКонвертор” (EuroConvertor), che ha l’obiettivo di aiutare i cittadini bulgari durante questi primi mesi. Gran parte della disinformazione è stata promossa da attori populisti e nazionalisti, che spesso hanno amplificato i timori usando la retorica dell’aumento dei prezzi. Per contrastare questo fenomeno, ho costantemente sostenuto un forte coinvolgimento dello Stato, in particolare tentando di prevenire aumenti ingiustificati dei prezzi. Data la significativa perdita di fiducia nella politica da parte dei cittadini bulgari, è essenziale dimostrare credibilità attraverso azioni concrete, non solo attraverso promesse”.
Quindi l’adozione dell’euro è stata politicizzata dai partiti di estrema destra in Bulgaria?
“Hanno deliberatamente utilizzato tattiche basate sulla paura e sulla disinformazione per dividere ulteriormente l’opinione pubblica. Questo modus operandi non lo applicano solo alle questioni relative all’ Unione europea. Ad esempio, hanno organizzato una campagna antieuropea che contrapponeva l’identità bulgara a quella europea, nel tentativo di approvare un referendum che ritardasse l’adozione dell’euro”.
Secondo lei, come è stata percepita l’adozione dell’euro dalle diverse generazioni nel suo Paese?
“Le differenze di vedute tra le generazioni sono del tutto normali e non riguardano solo la Bulgaria. Numerosi studi dimostrano che i giovani tendono ad essere più progressisti e più aperti all’Unione europea, mentre i più anziani sono generalmente più conservatori e più scettici. Questa tendenza si riflette in uno studio di sociologia a cui ho partecipato in Bulgaria. I risultati mostravano che tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, il sostegno all’adesione all’UE superava il 70%. Al contrario, lo scetticismo è più pronunciato tra le generazioni più anziane, dove la sfiducia nei confronti delle istituzioni europee è significativamente più alta. Il futuro della Bulgaria nell’Unione è giovane, ma il suo presente è ancora segnato da delusioni accumulate”.

