Una volta, per vedere il calcio, servivano un televisore, un telecomando e una certa capacità diplomatica per convincere il resto della famiglia che la partita fosse più importante del film. Oggi, invece, servirebbe quasi un commercialista.
La stagione 2026/2027 sta per cominciare e il tifoso italiano si trova ancora una volta davanti a un campionato parallelo, forse persino più complicato di quello giocato sul campo: quello degli abbonamenti televisivi.
La Serie A è da una parte, la Champions League è divisa fra più piattaforme, Europa League e Conference League seguono altre strade, mentre Premier League, Bundesliga e gli altri campionati completano un’offerta nella quale orientarsi non è sempre semplicissimo.
La domanda, allora, è molto concreta: quanto costa vedere il grande calcio in TV senza ricorrere a siti improbabili, telecronache in uzbeko o all’amico che assicura di conoscere “un link che funziona benissimo”?
Abbiamo fatto i conti e il risultato, per il portafoglio, potrebbe richiedere qualche minuto di recupero.
Serie A: per vederla tutta serve DAZN
Cominciamo dal campionato italiano. Per la stagione 2026/2027, DAZN trasmette tutte le 380 partite della Serie A, mentre Sky e NOW continuano ad averne tre per giornata, per un totale di 114 nell’arco della stagione.
Se l’obiettivo è vedere tutta la Serie A, dunque, la scelta è sostanzialmente obbligata e bisogna passare da DAZN.
Il piano DAZN Full prevede diverse modalità di pagamento. La formula mensile senza vincolo è la più flessibile ma anche la più costosa, mentre scegliendo l’abbonamento annuale il prezzo scende ulteriormente, soprattutto con il pagamento anticipato.
La formula annuale anticipata costa 379 euro, equivalenti a circa 31,58 euro al mese.
Non è poco, naturalmente, ma a questo punto abbiamo acquistato soltanto il biglietto d’ingresso al nostro personale stadio televisivo.
Con la Champions il gioco si complica
La Champions League rappresenta probabilmente l’esempio migliore della frammentazione dei diritti televisivi.
Sky e NOW dispongono di 185 delle 203 partite della competizione, una copertura amplissima ma non completa, perché le restanti 18 sono le migliori partite del mercoledì sera e vengono trasmesse in esclusiva da Amazon Prime Video.
Chi vuole quindi avere accesso all’intera Champions League deve disporre sia di Sky o NOW sia di Amazon Prime. Il tifoso che sperava di cavarsela con un solo abbonamento può tranquillamente riporre questa illusione insieme alle speranze scudetto dopo una brutta partenza in campionato.
Europa League e Conference League: serve ancora Sky o NOW
Per Europa League e Conference League la situazione diventa almeno un po’ più semplice, perché le competizioni sono disponibili attraverso Sky e, in streaming, tramite NOW Sport.
Lo stesso Pass Sport permette inoltre di seguire le 185 partite di Champions disponibili su Sky e le tre partite di Serie A per ogni giornata comprese nei suoi diritti.
L’offerta NOW Sport disponibile attualmente prevede una formula da 19,99 euro al mese per dodici mesi, che porta il costo annuale a 239,88 euro.
Come sempre accade con questo tipo di servizi, promozioni e condizioni possono cambiare nel corso della stagione, quindi è opportuno controllare il prezzo effettivamente proposto al momento della sottoscrizione.
Il calcio televisivo, ormai, ha anche un suo personalissimo calciomercato degli abbonamenti.
Per completare la Champions arriva Amazon
Manca ancora un tassello. Amazon Prime Video trasmette infatti in esclusiva in Italia 18 partite della Champions League, scegliendo la migliore gara del mercoledì sera, playoff compresi.
Amazon Prime costa attualmente 4,99 euro al mese oppure 49,90 euro all’anno. Dal momento che stiamo costruendo il nostro ipotetico anno calcistico, prendiamo naturalmente in considerazione la formula annuale.
Al conto vanno quindi aggiunti altri 49,90 euro.
Quanto costa davvero vedere tutto?
Possiamo finalmente prendere la calcolatrice e sommare le formule annuali più convenienti fra quelle considerate.
DAZN Full con pagamento annuale anticipato costa 379 euro; NOW Sport, a 19,99 euro per dodici mesi, costa 239,88 euro; Amazon Prime richiede altri 49,90 euro all’anno.
Il risultato è 668,78 euro all’anno, equivalenti a circa 55,73 euro al mese.
E naturalmente nel conto non abbiamo ancora inserito la connessione internet necessaria per vedere tutto questo calcio in streaming.
Il vero abbonamento è quello al divano
Il calcolo richiede comunque una precisazione importante. Sarebbe scorretto sostenere che tutti questi soldi vengano spesi esclusivamente per il calcio.
Amazon Prime comprende molti altri servizi oltre alle partite di Champions, NOW Sport offre Formula 1, MotoGP, tennis e numerose altre discipline, mentre DAZN propone a sua volta un’offerta sportiva che va oltre la Serie A.
Dal punto di vista del tifoso che vuole semplicemente accendere il televisore ed essere ragionevolmente certo di trovare la partita che sta cercando, però, il portafoglio deve comunque essere pronto a sostenere quella spesa.
Ed è proprio questo il punto.
Una volta costava davvero meno?
La memoria, soprattutto quando si parla di calcio, tende a diventare improvvisamente romantica. Il calcio a pagamento non è mai stato particolarmente economico e Tele+, Stream, Mediaset Premium e successivamente Sky hanno abituato da decenni gli italiani a pagare per vedere le partite.
La vera differenza rispetto al passato è probabilmente più psicologica che economica. Prima si aveva la sensazione di acquistare un abbonamento al calcio; oggi si acquistano pezzi differenti dello stesso spettacolo, distribuiti fra account, password, applicazioni, dispositivi compatibili, rinnovi automatici e formule contrattuali diverse.
In altre parole, non compriamo più semplicemente il calcio: compriamo diversi pezzi del calcio e poi dobbiamo ricordarci dove li abbiamo messi.
E se voglio vedere soltanto la mia squadra?
Per chi segue principalmente una squadra, il ragionamento può cambiare. DAZN propone infatti anche formule dedicate che consentono di ridurre la spesa rispetto al pacchetto più completo.
È una possibilità interessante soprattutto per chi non sente l’irresistibile necessità di trascorrere il sabato pomeriggio guardando una partita fra due squadre che non tifa soltanto perché, in fondo, “ormai DAZN l’ho pagato”.
Il tifoso onnivoro, quello che passa senza difficoltà dall’anticipo del venerdì al posticipo della domenica sera, continuerà invece ad avere bisogno di una soluzione più completa.
Si può spendere meno? Certamente
La prima regola per risparmiare è tanto semplice quanto poco praticata: non comprare ciò che non si guarda.
Chi vuole soprattutto la Serie A può limitarsi a DAZN, chi si accontenta delle tre partite settimanali disponibili su Sky e vuole seguire soprattutto le coppe europee può valutare NOW. Chi è interessato principalmente alla Champions può costruire una combinazione differente.
L’errore più costoso consiste nel sottoscrivere tutti i servizi “per sicurezza” e accorgersi a maggio di aver speso centinaia di euro per guardare una manciata di partite.
Attenzione alle offerte: il prezzo grande non è sempre quello vero
C’è infine una piccola disciplina nella quale ogni consumatore dovrebbe diventare campione: leggere attentamente le condizioni riportate sotto il prezzo pubblicizzato.
Alcune offerte prevedono una permanenza minima, altre applicano prezzi promozionali destinati successivamente a cambiare, mentre altre ancora presentano costi differenti a seconda che si scelga il pagamento mensile, quello annuale dilazionato oppure quello anticipato.
Prima di premere il pulsante “Abbonati”, quindi, può essere utile compiere un gesto quasi rivoluzionario nell’epoca dello streaming: prendere una calcolatrice e verificare quanto spenderemo realmente nell’arco dell’anno.
Quasi 700 euro per un anno di calcio
Alla fine dei nostri conti rimane un numero piuttosto eloquente: 668,78 euro all’anno.
Non comprende il biglietto dello stadio. Neanche la birra durante la partita, la pizza ordinata all’intervallo. Nemmeno la connessione internet necessaria per evitare che, proprio mentre l’attaccante entra in area, l’immagine si blocchi trasformandolo improvvisamente in una fotografia.
È semplicemente il costo indicativo necessario, alle condizioni considerate, per costruire un’offerta televisiva capace di coprire tutta la Serie A. Praticamente tutto il grande calcio europeo disponibile sulle principali piattaforme.
Naturalmente ciascun tifoso potrà comporre la propria formazione scegliendo soltanto ciò che realmente gli interessa. DAZN può giocare titolare, NOW occupare la fascia e Amazon sistemarsi dietro le punte.
Quanto al portafoglio, dopo aver visto il conto potrebbe chiedere la sostituzione già alla fine del primo tempo.
La Redazione economica di National Daily Press
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