Parte prima di due
Il caso “La Zanzara” al Parini, lo scandalo del 1966 e l’anticipo del ’68
Era davvero piccolo allora. Mi affacciavo, non senza paure e perplessità, al mondo della Scuola. Il mio banco della prima elementare aveva ancora il buco per il calamaio. E c’era non solo il buco ma anche il calamaio, quotidianamente riempito con diligenza di inchiostro nero. Avevo una bella penna colorata, credo fosse di bachelite, in cui si innestavano pennini di vario spessore così da regolare la grafia, il tratto. La mia non era calligrafia, volgeva forse più sulla cacografia e non ho scritto una parolaccia.
Mentre il sottoscritto si cimentava con aste, trattini, cerchi e qualche lettera in corsivo, fuori dalla mia bellissima aula e dalla mia amata scuola, succedevano cose singolari, forse i prodromi di un cambiamento che da lì a poco avrebbe investito l’Italia, l’Europa e parte del mondo occidentale. L’ordine cronologico non lo ricordo più, perdonatemi.
Tutta questo incipit sdolcinato per dirvi che qualche giorno fa, mentre viaggiavo verso Milano una radio, forse Radio Montecarlo che mi perdonerà se non è, proponeva il ricordo di questa storia. Piccola, bellissima, dolce e forte insieme come tutte le cose belle. Sono rimasto incantato e trasognato mentre ascoltavo, mentre mi rivedevo guardare i compagni più grandi affrontare la vita con l’entusiasmo proprio della giovinezza. Quella di un tempo.
Febbraio 1966. Milano. Liceo classico Parini. Un giornalino scolastico pubblica una inchiesta destinata a entrare di prepotenza nella storia culturale e sociale italiana. Il titolo era: “Che cosa pensano le ragazze d’oggi”. In breve tempo, senza l’aiuto dei social e del web, il foglio scolastico diventa un caso nazionale e infiamma gli animi. Arrivano le denunce, poi gli interrogatori, si apre un procedimento per oscenità e corruzione (avessero visto Onlyfans…) Il dibattito tra intellettuali, giornalisti, politici e gente comune diventa uno scontro.
La scintilla del 14 febbraio 1966
A pochi giorni di distanza dal mio quinto compleanno (vanità), esattamente il 14 febbraio 1966 esce lo storico numero della Zanzara. Compare un’inchiesta sulla condizione femminile e sulla sessualità. Riporta idee, riflessioni, desideri che per l’Italia di quei tempi, pre ’68, erano come stilettate al fegato. L’Italietta bigotta, sia di destra sia di sinistra, trova la cosa scandalosa, inaccettabile.
Il Foglio liceale, passa direttamente dal ciclostile (ma sapete cosa è?) alle aule giudiziarie e alle prime pagine dei giornali. Quella del Corriere della Sera, detto “Corrierone” per l’ampiezza delle pagine.
Ho trovato interviste di intellettuali e politici vari. Tutti, o i più, concordano nel ritenere la vicenda uno spartiacque. Dunque nonsolo una polemica morale ma una frattura culturale tra un’Italia che vuole preservare l’ordine tradizionale e una generazione che inizia a mettere in discussione i tabù. Bellissimo. Pensate! Senza martelli, bandiere rosse, bombe carta, armi pirotecniche alcuni giovani di buona famiglia gettano il Paese intero in una riflessione profonda e lo costringono a cominciare un lungo cammino.
Giulio Valerio Santini

