Raffaello Bonifazi, profondo conoscitore delle problematiche di coppia e autore dei libri “Storie di Motel” e del nuovo “Facciamo Motel: L’Amore a Ore”, risponde alle vostre lettere: dubbi se è la persona giusta per voi, insicurezze, sospetti di tradimento, passioni che si sono raffreddate, desideri di nuove esperienze e tutto ciò che vi tiene svegli di notte. “Chiedilo a Raffaello”: ogni venerdì pubblicheremo le vostre lettere e le relative risposte. Non siate timidi, lo sappiamo già che è “per il vostro amico/a” … e in ogni caso, non pubblicheremo mai i vostri nomi o indirizzi e-mail.
Scrivi a raffaello.bonifazi@nationaldailypress.it
Unica regola: non offendetevi se la risposta arriverà accompagnata da un sorriso. E ricordate… nella vita, come al motel, per ogni porta che si chiude ce n’è una che si apre.
💌 LA LETTERA DI OGGI 💌
Caro Raffaello,
sono sposata da quindici anni e da almeno cinque mio marito russa in modo insopportabile: sembra di avere accanto un macchinario industriale che, ritmicamente, aspira, sbuffa e vibra. Ho provato di tutto: tappi per le orecchie, cuscini speciali, persino a cambiare posizione nel letto, sperando che giovasse, se non a risolvere il problema, almeno ad attenuarlo. È stato tutto vano.
Dopo l’ennesima notte passata a fissare il soffitto, gli ho proposto una soluzione che mi sembrava ragionevole: dormire in camere separate.
Lui ha accettato immediatamente, senza neppure lamentarsi o proporre una soluzione alternativa. Non mi aspettavo che si opponesse con forza, ma almeno che provasse/fingesse un po’ di dispiacere, sì. Invece è sembrato quasi sollevato. La sera stessa ha trasferito le sue cose nella stanza degli ospiti con l’efficienza di chi stava aspettando quel momento da anni.
Da allora dormiamo entrambi molto meglio. Lui è riposato, io anche. Non litighiamo più per il russare e, da un punto di vista pratico, la situazione funziona.
Eppure non riesco a togliermi una sensazione dalla testa.
Ho l’impressione che abbia accettato troppo facilmente. Come se condividere il letto con me non fosse poi così importante. Come se non avermi accanto durante la notte non fosse per lui una rinuncia, ma quasi un sollievo.
Sono io che sto cercando problemi dove non ci sono o il suo “entusiasmo” dovrebbe preoccuparmi?
📨 LA RISPOSTA DI RAFFAELLO 📨
Cara Lettrice,
tuo marito è caduto nel più vecchio dei trabocchetti: ha accettato, senza protestare, l’idea di sua moglie.
Inspiegabilmente, per alcune persone l’approccio ai problemi, anche quelli relativi alla sfera matrimoniale, è particolarmente pragmatico e diretto: problema e soluzione. Senza prima passare da: “me lo diceva mia mamma che non eri quello giusto”, “non sei più quello di un tempo” (come se fosse possibile non invecchiare), “le mie amiche mi hanno detto…”, “non so più cosa fare con te”, “ho i nervi a fior di pelle” e tutte quelle frasi che non fanno altro che buttare benzina sul fuoco e allontanare sempre di più la soluzione dal problema.
Dopo quindici anni di matrimonio, un uomo disposto a rinunciare al letto matrimoniale non necessariamente rinuncia alla moglie. Più spesso rinuncia ai piedi gelati, al gomito nelle costole, alle coperte contese… e, come se non bastasse, alle lamentele del mattino per aver russato. Ti confesso che io capisco e condivido la sua condotta senza riserve.
Oltretutto, per spostare le sue cose da una camera all’altra ci vogliono cinque minuti; non mi sembra un trasloco impegnativo, con tanto di cambio di residenza sui documenti. Quando vorrete dormire insieme potrete farlo ogni volta che ne avrete voglia. Viva la praticità!
Anzi, c’è una buona probabilità che il nuovo assetto porti concreti benefici alla felicità del vostro rapporto e, di sicuro, non litigherete più da svegli per colpa di come avete dormito: è già un buon inizio di giornata.
In ogni caso, hai ottenuto una lezione preziosa: nella vita bisogna stare attenti a quello che si chiede. Esiste sempre il rischio che ci venga concesso. E a volte è più doloroso di un rifiuto.
Saluti dal Motel… dove non si dorme mai 😉
CHIEDILO A RAFFAELLO! Scrivi a raffaello.bonifazi@nationaldailypress.it Non essere timido/a, la tua privacy è garantita: il tuo indirizzo e-mail, nome o dati non saranno pubblicati, solo le tue domande e le relative risposte.
E se preferite leggere, anziché scrivere, vi consigliamo il nuovo libro di Raffaello Bonifazi:

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Estratto dall’intervista al “Disagio Club”


