TEMPLARI – La storia dietro la leggenda | Puntata 1
Dimenticate per qualche minuto il Santo Graal. La vera storia dei Templari è già abbastanza incredibile.
Gerusalemme, primi decenni del XII secolo. La Prima crociata è terminata da poco e la Città Santa è nelle mani dei cristiani. La conquista non ha trasformato la Terrasanta in un luogo sicuro. Migliaia di pellegrini arrivano dall’Europa per visitare i luoghi della vita e della morte di Cristo. Una volta sbarcati nei porti controllati dai crociati, devono affrontare strade sulle quali il pericolo di aggressioni e rapine è tutt’altro che teorico.
È in questo scenario che compare un piccolo gruppo di cavalieri. E’ guidato da un nobile francese destinato a diventare uno dei personaggi più importanti e, paradossalmente, meno conosciuti del Medioevo: Hugues de Payns. Attorno a lui sarebbe nato l’Ordine del Tempio. Ma proprio qui cominciano i primi problemi per chi tenta di ricostruirne la storia. Perché persino sulle origini di uno degli ordini religiosi e militari più celebri d’Europa sappiamo meno di quanto si potrebbe immaginare.
Un Ordine nato quasi senza lasciare traccia
La nascita dei Templari viene tradizionalmente collocata tra il 1118 e il 1120. Un’incertezza che non rappresenta soltanto una curiosità per specialisti, ma costituisce il primo piccolo mistero della loro storia.
Helen J. Nicholson, tra le maggiori studiose contemporanee degli ordini militari medievali, sottolinea come le origini dei Templari siano difficili da ricostruire. Proprio perché le testimonianze disponibili furono redatte quando l’Ordine esisteva già da tempo. Quando i cronisti iniziarono a occuparsene in maniera significativa, i Templari erano ormai diventati abbastanza importanti da meritare attenzione e il ricordo dei loro primi anni aveva già cominciato a trasformarsi in racconto.
Una delle fonti più celebri è Guglielmo di Tiro, arcivescovo e cancelliere del Regno di Gerusalemme, che scrisse diversi decenni dopo gli avvenimenti. Secondo la sua ricostruzione, alcuni cavalieri religiosi decisero di vivere secondo principi di castità, obbedienza e povertà, ponendosi al servizio del patriarca di Gerusalemme. I due personaggi centrali erano Hugues de Payns e Godefroy de Saint-Omer. Mentre la missione attribuita al gruppo consisteva soprattutto nel proteggere i pellegrini cristiani dai pericoli delle strade della Terrasanta.
Fin qui non troviamo il Graal, Baphomet, tesori sotterranei o conoscenze segrete. Troviamo invece uomini armati che cercano di rendere meno pericoloso il viaggio verso Gerusalemme. È una spiegazione apparentemente semplice. Ma la scarsità della documentazione relativa a questa prima fase avrebbe successivamente aperto uno spazio enorme alle interpretazioni e alle leggende.
Erano davvero soltanto nove?
La tradizione vuole che i primi Templari fossero nove cavalieri e che il gruppo sia rimasto numericamente molto limitato per diversi anni. Quel numero è diventato talmente famoso da essere ormai quasi inseparabile dal racconto delle origini templari.
Se però proviamo a osservare la vicenda con gli occhi dello storico, emerge immediatamente una domanda: potevano davvero nove uomini garantire la sicurezza dei pellegrini lungo le strade della Terrasanta?
La risposta è meno semplice di quanto sembri, perché la documentazione dei primissimi anni dell’Ordine è estremamente scarsa. Gli storici moderni invitano quindi alla prudenza quando si cerca di stabilire non soltanto la data esatta della fondazione, ma anche la consistenza iniziale del gruppo e la reale estensione delle sue attività.
Il numero nove appartiene alla tradizione storica relativa alla nascita dei Templari, ma sarebbe azzardato immaginare letteralmente nove uomini impegnati da soli a pattugliare un territorio enorme. Potrebbero essere stati nove i cavalieri fondatori o i membri principali del primo nucleo, mentre altri uomini potevano collaborare con loro senza essere considerati membri dell’Ordine nel senso che il termine avrebbe assunto successivamente.
Questa incertezza non diminuisce il fascino della storia. Al contrario, ci ricorda che stiamo osservando un’organizzazione nata quasi in sordina, quando nessuno poteva immaginare ciò che sarebbe diventata.
Una sede nel luogo più simbolico di Gerusalemme
Il re di Gerusalemme Baldovino II mise a disposizione dei cavalieri una sede in un luogo eccezionale. L’area dell’attuale moschea di Al-Aqsa, sul Monte del Tempio, che i crociati identificavano con il palazzo o il Tempio di Salomone.
Proprio da quella sistemazione sarebbe derivato il nome completo dell’organizzazione ossia Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone. Con il passare del tempo sarebbero diventati semplicemente i Cavalieri del Tempio e, infine, i Templari.
La scelta della sede avrebbe avuto conseguenze enormi anche sulla costruzione successiva della loro leggenda. Perché difficilmente si sarebbe potuto immaginare un luogo più carico di storia e significati religiosi.
Quell’area richiamava infatti il Primo Tempio della tradizione biblica. Il Secondo Tempio, la ricostruzione di Erode, la distruzione romana, la Gerusalemme bizantina, la conquista islamica e infine l’arrivo dei crociati. Secoli di storia religiosa e politica si sovrapponevano nello stesso luogo. Rendendolo terreno ideale per la nascita di racconti destinati a svilupparsi molto tempo dopo la scomparsa dell’Ordine.
I Templari cercavano qualcosa sotto il Tempio?
Da questa circostanza nasce una delle teorie più fortunate dell’intera mitologia templare. Secondo numerose ricostruzioni moderne, i primi cavalieri non sarebbero stati interessati soltanto alla protezione dei pellegrini. Ma avrebbero effettuato esplorazioni o scavi sotto il Monte del Tempio alla ricerca di qualcosa.
Le ipotesi formulate nei secoli successivi sono praticamente inesauribili. Si è parlato dell’Arca dell’Alleanza, del tesoro del Tempio di Salomone, di antichi documenti, di reliquie, di conoscenze esoteriche e, inevitabilmente, del Santo Graal.
È proprio a questo punto, però, che occorre tracciare una linea molto netta tra storia e leggenda.
Non possediamo prove storiche sufficienti per affermare che i Templari abbiano trovato uno qualsiasi di questi oggetti. Non disponiamo neppure di elementi tali da poter considerare la ricerca di un tesoro segreto come la vera ragione della nascita dell’Ordine. La documentazione relativa ai primi anni templari è frammentaria. La perdita di gran parte dell’archivio centrale dell’organizzazione rende ancora più difficile rispondere definitivamente a molte domande.
Naturalmente, non sarebbe sorprendente che uomini insediati per anni nell’area del Tempio abbiano esplorato strutture, ambienti o sotterranei accessibili nelle immediate vicinanze. Una possibilità, tuttavia, non può essere trasformata automaticamente in un fatto storico e questa distinzione sarà fondamentale in tutta la nostra saga.
La storia dei Templari è già abbastanza straordinaria senza bisogno di aggiungere ciò che non possiamo dimostrare.
Il viaggio in Europa che cambiò la storia dell’Ordine
Verso la fine degli anni Venti del XII secolo la situazione cambiò radicalmente. Hugues de Payns tornò in Occidente con l’obiettivo di ottenere uomini, denaro, proprietà e appoggi politici per sostenere l’attività dell’Ordine in Terrasanta.
Era un passaggio inevitabile. Un’organizzazione militare permanente aveva bisogno di cavalieri e cavalli, ma anche di armi, equipaggiamenti, viveri, edifici e soprattutto di una struttura capace di finanziare continuamente le proprie attività. Combattere nel Medioevo costava molto e combattere a migliaia di chilometri dall’Europa costava ancora di più.
Ai Templari serviva però anche qualcosa di più importante del denaro: la legittimazione della Chiesa.
Questa arrivò nel 1129 con il Concilio di Troyes, durante il quale l’Ordine ottenne un riconoscimento ecclesiastico formale e una Regola destinata a disciplinarne la vita religiosa e militare.
Il cambiamento fu enorme, perché il piccolo gruppo nato a Gerusalemme per proteggere i pellegrini stava diventando un’istituzione riconosciuta dalla cristianità occidentale.
Bernardo di Chiaravalle e l’idea della nuova cavalleria
Nell’affermazione dell’Ordine ebbe un ruolo fondamentale uno degli uomini più influenti della cristianità medievale, Bernardo di Chiaravalle, monaco cistercense, teologo, predicatore e personaggio capace di esercitare un’enorme influenza religiosa e politica.
Bernardo contribuì soprattutto a fornire una giustificazione spirituale a qualcosa che poteva apparire contraddittori. L’esistenza di uomini che conducevano una vita religiosa e, nello stesso tempo, combattevano utilizzando le armi. Sembrava inconciliabile.
Nel trattato De laude novae militiae, Bernardo celebrò questa “nuova cavalleria”, nella quale disciplina monastica e funzione militare potevano convivere al servizio della fede. Il cavaliere templare rappresentava così una figura nuova, almeno nella sua forma istituzionalizzata, un uomo sottoposto a una Regola religiosa che poteva contemporaneamente combattere.
Questa legittimazione avrebbe contribuito enormemente al prestigio dell’Ordine e alla sua capacità di raccogliere sostegno in Europa.
Quando l’Europa cominciò a regalare terre ai Templari
Il successo fu impressionante. Nobili, proprietari terrieri e famiglie aristocratiche iniziarono a effettuare donazioni all’Ordine, mettendo a disposizione denaro, terreni, fattorie, boschi, mulini, cavalli, rendite e interi possedimenti.
Le motivazioni potevano essere diverse. Sostenere i Templari significava contribuire alla difesa della Terrasanta senza partire personalmente per la crociata, compiere un gesto religioso considerato meritorio e, in alcuni casi, creare un rapporto privilegiato con un’organizzazione che stava rapidamente acquisendo prestigio.
Le proprietà ricevute non rimasero isolate tra loro. Vennero organizzate attraverso una rete di case e precettorie che amministravano le terre, producevano beni, raccoglievano rendite e trasferivano parte delle risorse verso le attività militari dell’Ordine in Oriente.
Il risultato fu la progressiva creazione di qualcosa di straordinariamente moderno nella sua organizzazione, anche se profondamente medievale nelle finalità. Una rete internazionale capace di raccogliere risorse in numerosi territori europei e utilizzarle dove erano necessarie.
I Templari stavano costruendo una vera macchina economica.
Il privilegio che rese l’Ordine ancora più potente
Nel 1139, circa vent’anni dopo le sue oscure origini gerosolimitane, arrivò un altro passaggio fondamentale. Papa Innocenzo II emanò la bolla Omne Datum Optimum, uno dei provvedimenti che contribuirono a consolidare i privilegi e l’autonomia dell’Ordine.
Nel corso del XII secolo i Templari ottennero infatti una posizione sempre più particolare all’interno della cristianità latina, con privilegi che ne rafforzarono l’indipendenza rispetto a molte autorità ecclesiastiche locali.
La trasformazione era ormai evidente. Il piccolo gruppo nato per proteggere i pellegrini stava diventando una struttura sovranazionale presente in diversi regni, proprietaria di terre e capace di raccogliere risorse in Occidente per impiegarle a migliaia di chilometri di distanza.
Tutto questo avveniva nel XII secolo, quando spostare uomini, informazioni e denaro attraverso l’Europa richiedeva settimane o mesi.
Forse il vero mistero dei Templari è un altro
Per secoli abbiamo cercato il grande mistero templare sotto le pietre del Monte del Tempio, domandandoci se quei cavalieri avessero trovato un tesoro, una reliquia, un documento capace di cambiare la storia o qualche conoscenza che avrebbe spiegato la loro improvvisa fortuna.
Esiste però una spiegazione molto meno esoterica e, per certi versi, ancora più sorprendente.
Un’organizzazione nata quasi senza essere registrata dalle cronache riuscì in pochi decenni a costruire una rete internazionale di uomini, proprietà e denaro che collegava l’Europa alla Terrasanta. Le donazioni producevano rendite, le precettorie amministravano patrimoni, le proprietà agricole generavano risorse e una parte di quella ricchezza doveva essere trasferita verso l’Oriente latino per finanziare uomini, fortezze, cavalli e campagne militari.
È proprio questa capacità organizzativa, molto più di un ipotetico tesoro scoperto sotto Gerusalemme, a spiegare almeno una parte dell’ascesa templare. Ma una rete che attraversava l’Europa poteva fare qualcosa di ancora più interessante.
Un pellegrino diretto in Terrasanta aveva un problema molto concreto: viaggiare portando con sé grandi quantità di monete significava rischiare di perdere tutto alla prima rapina.
I Templari possedevano case in Europa e in Oriente, godevano di enorme prestigio e avevano sviluppato sistemi amministrativi capaci di registrare denaro, proprietà, crediti e pagamenti.
Da qui nasce una delle affermazioni più ripetute ancora oggi. I Templari avrebbero inventato la banca moderna.
È vero? La risposta è molto più interessante del mito. Alla prossima…
Giulio Valerio Santini
Nella prossima puntata
I Templari inventarono davvero la banca moderna?
Vedremo come funzionavano depositi, trasferimenti di denaro e operazioni finanziarie all’interno della rete templare e scopriremo perché definirli semplicemente “i primi banchieri d’Europa” è probabilmente sbagliato, mentre ciò che fecero realmente è ancora più affascinante.
VERO, PROBABILE O LEGGENDA?
I Templari nacquero per proteggere i pellegrini: VERO, secondo la principale tradizione medievale, anche se i dettagli della loro primissima attività rimangono incerti.
I primi Templari erano esattamente nove: TRADIZIONALE, MA NON DIMOSTRABILE CON CERTEZZA. Il numero di 9 compare nella ricostruzione delle origini dell’Ordine, ma le fonti contemporanee sono troppo scarse per consentire conclusioni definitive.
Avevano sede nell’area del Tempio di Gerusalemme: VERO. È proprio dalla loro sistemazione sul Monte del Tempio che deriva il nome dell’Ordine.
Scavarono sotto il Tempio: POSSIBILE, MA NON DIMOSTRATO. Non disponiamo di documentazione sufficiente per trasformare questa ipotesi in un fatto storico.
Trovarono l’Arca dell’Alleanza o il Santo Graal: LEGGENDA. Non esistono prove storiche attendibili.
Diventarono estremamente ricchi: VERO. La loro crescita economica è spiegabile soprattutto attraverso donazioni, proprietà, rendite, privilegi e una formidabile organizzazione internazionale.
Fonti essenziali
Helen J. Nicholson, The Knights Templar – una delle principali sintesi contemporanee sulla storia dell’Ordine e sulle difficoltà nel ricostruirne le origini.
Malcolm Barber, The New Knighthood: A History of the Order of the Temple, Cambridge University Press – opera fondamentale per la storia politica, religiosa, militare ed economica dei Templari.
Jochen Schenk, Templar Families: Landowning Families and the Order of the Temple in France, c. 1120–1307, Cambridge University Press – studio particolarmente utile per comprendere il rapporto tra l’Ordine, le famiglie aristocratiche e il sistema delle donazioni.
Bernardo di Chiaravalle, De laude novae militiae – fonte medievale fondamentale per comprendere la legittimazione religiosa della nuova cavalleria templare.
Guglielmo di Tiro, Historia rerum in partibus transmarinis gestarum – una delle principali fonti medievali sulle origini dell’Ordine, da utilizzare tenendo presente la distanza cronologica tra l’autore e gli avvenimenti narrati.
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