Noi siamo tutti impastati di debolezze e di errori: perdonarci reciprocamente le nostre balordaggini è la prima legge di natura! (Voltaire)
Filosofo, drammaturgo, storico, scrittore e poeta francese, morto nel 1778, ci dice che prima di tutto occorre “comprendere” che l’uomo è Sì grande, intelligente, con grande spirito di iniziativa… ma è anche debole e fragile (ed è necessario onestamente costatare tutto questo). Una volta assodata questa consapevolezza, possiamo dire qualche cosa sul perdono: il perdono è una parola pronunciata dalle labbra di un essere umano, al quale è stato fatto del male. Anzi, essa è la parola del cuore umano, dove ognuno di noi si sforza di superare la frontiera dell’inimicizia che può separarlo dall’altro, cercando di ricostruire l’interiore spazio d’intesa, di contatto, di legame. Questo “spazio d’intesa” apre a tutte le dimensioni dell’uomo (davanti all’altro uomo, e, al pari tempo anche davanti a Dio stesso), sviluppando ogni capacità dell’essere umano!

