Il 21 maggio, in una lettera rivolta ai leader dell’Unione europea, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha suggerito di concedere all’Ucraina lo status di “membro associato” dell’ Unione europea. Per il leader si tratta di un passo intermedio verso l’adesione all’Unione che, oltre all’apertura “senza indugio” di tutti i capitoli negoziali, potrebbe facilitare la conclusione di un accordo per porre fine alla guerra contro la Russia. La “membership associata” non richiederebbe alcuna modifica dei Trattati Ue né la firma di un Trattato di adesione da parte di Kiev, ma solo “un forte accordo politico”. La proposta prevede che si estenda a Kiev l’articolo 42, paragrafo 7, del Trattato sull’Unione europea (TUE), che stabilisce la clausola di difesa e mutua assistenza. Questa prevede che, qualora uno Stato membro subisca un’aggressione armata nel suo territorio, gli altri Paesi dell’UE hanno l’obbligo di prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso. Se la trattativa andasse in porto, i funzionari ucraini potrebbero inoltre partecipare alle riunioni del Consiglio europeo e del Consiglio dell’Unione europea (senza diritto di voto) e il Paese avrebbe diritto a un membro associato nella Commissione (senza portafoglio, con piena partecipazione eccetto nel voto) e ad avere membri associati del Parlamento europeo (senza diritto di voto). Un percorso chiaro verso l’UE potrebbe essere vitale per il presidente Volodymyr Zelensky, poiché secondo le previsioni, cercherà di convincere gli ucraini ad accettare qualsiasi accordo di pace dato che difficilmente l’Ucraina riacquisterà il controllo di tutto il suo territorio e/o entrerà a far parte della NATO. D’altra parte, i funzionari europei ritengono irrealistico che l’Ucraina possa ottenere la piena adesione al blocco nei prossimi anni, nonostante la data del 2027, indicata in un piano di pace internazionale discusso tra Stati Uniti, Ucraina e Russia. La proposta di Merz rappresenta un tentativo di trovare una via di mezzo tra un’adesione rapida e l’attuale status di Paese candidato. Il processo di adesione al blocco è solitamente lungo e burocratico, prevede negoziati molto dettagliati, nonché riforme legislative che puntano a soddisfare gli standard democratici ed economici dell’UE. L’adesione formale richiederebbe il consenso e la ratifica di ciascuno dei ventisette Paesi del blocco e non esclude ostacoli significativi. Il cancelliere tedesco ha aggiunto che si potranno introdurre un meccanismo di ripristino automatico o una clausola di scadenza: qualora l’Ucraina non rispetti i principi democratici e lo stato di diritto dell’Unione Europea, Kiev potrebbe retrocedere immediatamente a uno status inferiore. Merz ha concluso affermando che la proposta non influirà sugli altri Paesi candidati e ha suggerito al blocco di “esaminare soluzioni innovative” per coloro che lavorano da tempo sulla questione. Al momento, ha dichiarato di voler discutere le sue idee con gli altri leader europei.


