Tra Jacques Lacan e Blaise Pascal, una riflessione sull’inquietudine umana che nessun oggetto riesce a placare
C’รจ qualcosa di ostinato nel desiderio umano: non si lascia ridurre, non si spegne quando ottiene ciรฒ che vuole. Anzi, spesso si rilancia proprio lรฌ, nel momento dell’apparente soddisfazione. ร una dinamica che attraversa secoli di pensiero e che oggi, nell’epoca della gratificazione immediata, torna a interrogare con forza.
Due autori lontani nel tempo come Jacques Lacan e Blaise Pascal offrono, da prospettive diverse, una stessa intuizione: il desiderio non coincide mai con ciรฒ che possiamo ottenere.
Non รจ una semplice fame che si placa, ma una struttura che si rigenera.
Per Lacan, il desiderio nasce dalla mancanza.
Non desideriamo un oggetto perchรฉ ci serve, ma perchรฉ rappresenta qualcosa che ci sfugge. ร la distanza, non il possesso, a metterlo in moto.
Quando otteniamo ciรฒ che credevamo di volere, scopriamo che non era quello il punto: l’oggetto era solo un tramite, un segno. Da qui la celebre idea che il desiderio sia sempre “desiderio dell’Altro”: desideriamo anche per essere riconosciuti, per entrare nello sguardo altrui, per occupare un posto.
Pascal, molto prima, descrive lo stesso movimento con parole diverse. Nei Pensieri osserva che l’uomo รจ incapace di restare fermo, in silenzio, da solo. Ha bisogno di distrarsi, di riempire il tempo, di evitare il confronto con un vuoto che lo inquieta.
Questo continuo fuggire, che chiama divertissement, non รจ superficialitร , ma una strategia: evitare di guardare in faccia una sproporzione piรน profonda, quella tra i nostri desideri e ciรฒ che il mondo puรฒ offrire.
In entrambi i casi, il punto รจ chiaro: il desiderio eccede. Non si esaurisce nell’oggetto, non si lascia chiudere. Se per Lacan questa eccedenza รจ strutturale, legata al linguaggio e all’inconscio, per Pascal ha una tonalitร quasi vertiginosa: l’uomo desidera piรน di quanto il finito possa contenere.
Questa prospettiva ribalta un luogo comune contemporaneo. Siamo abituati a pensare che l’insoddisfazione derivi da un difetto del sistema: non abbastanza beni, non abbastanza opportunitร , non abbastanza libertร . Ma Lacan e Pascal suggeriscono qualcosa di piรน radicale: anche in condizioni ideali, il desiderio non si placherebbe. Non perchรฉ qualcosa manchi fuori, ma perchรฉ la mancanza รจ dentro il meccanismo stesso del desiderare.
Cosa si insegue davvero?
Ci raccontiamo spesso che sappiamo cosa vogliamo: un traguardo, una persona, una sicurezza. Ma se ci fermassimo un attimo, senza risposte pronte, saremmo davvero cosรฌ sicuri? A volte ciรฒ che inseguiamo sembra spostarsi appena lo raggiungiamo, come se il punto non fosse lโoggetto, ma il movimento stesso. Vale la pena chiederselo: desideriamo qualcosa, o abbiamo bisogno di desiderare?
Quando ti fermi, cosa resta?
Prova a togliere per un momento tutto il rumore: impegni, schermi, distrazioni. Non per forza a lungo, basta un attimo sincero. In quello spazio, spesso emerge qualcosa che evitiamo: una domanda, una inquietudine, forse persino un vuoto. ร li che molti cambiano discorso, riaccendono qualcosa, tornano a correre. Ma se invece restassi? Non per risolvere, ma per guardare?
Perchรฉ รจ proprio da ciรฒ che cerchiamo di evitare che, a volte, comincia a delinearsi ciรฒ che siamo.
E qui si apre uno spazio piรน personale, quasi clinico, ma riconoscibile da chiunque. Nella vita quotidiana il desiderio spesso si traveste da obiettivo concreto: un lavoro, una relazione, un traguardo. Ci convinciamo che, raggiunto quello, finalmente arriverร una forma stabile di quiete. Eppure, una volta arrivati, accade qualcosa di sottile: non tanto delusione, quanto uno spostamento.
L’attenzione scivola altrove, il desiderio si riformula, come se avesse bisogno di rimanere incompleto per continuare a esistere.
Dal punto di vista psicologico, questo non รจ un difetto da correggere ma un indizio da ascoltare. Segnala che il desiderio non coincide con l’oggetto dichiarato. Spesso ciรฒ che cerchiamo รจ meno “la cosa” e piรน ciรฒ che quella cosa promette: riconoscimento, senso, posizione nel mondo. Quando questo viene intravisto, anche solo per un momento, si capisce perchรฉ nessun risultato riesca a esaurire davvero la spinta che lo ha generato.
Ecco allora il paradosso del presente. Viviamo in una cultura che promette accesso continuo, a oggetti, esperienze, relazioni, e che misura il benessere sulla capacitร di soddisfare rapidamente i desideri. Tuttavia, piรน questa promessa si realizza, piรน emerge una forma sottile di insoddisfazione. Non rumorosa, non drammatica, ma persistente.
Forse perchรฉ il desiderio non chiede di essere soddisfatto, ma di essere mantenuto vivo.
Non cerca una fine, ma un movimento. In questo senso, ciรฒ che oggi percepiamo come un difetto, l’incapacitร di sentirci pienamente appagati, potrebbe essere, invece, la traccia piรน autentica della nostra condizione.
Riconoscerlo non significa rinunciare a desiderare, ma cambiare sguardo: non scambiare il desiderio per un problema da risolvere, bensรฌ per una forza da comprendere.
Perchรฉ, in fondo, non รจ la societร a renderci insoddisfatti. ร il desiderio stesso a non poter essere definitivamente soddisfatto.
Cristina Lombardo
Note
- L’idea lacaniana di desiderio come mancanza strutturale si sviluppa nei suoi seminari, in particolare nel rapporto tra soggetto, linguaggio e Altro.
- Il concetto di divertissement in Pascal indica l’insieme delle attivitร con cui l’uomo evita il confronto con la propria condizione esistenziale.
- La tensione tra finito e infinito รจ un tema centrale nei Pensieri, opera incompiuta ma fondamentale della filosofia moderna.
Biografie
Jaques Lacan (1901-1981)
Psicoanalista e psichiatra francese, รจ una tra le figure piรน influenti del pensiero del Novecento. Ha reinterpretato lโopera di Freud alla luce della linguistica e della filosofia, elaborando una teoria del soggetto in cui il desiderio nasce dalla mancanza e si struttura nel rapporto con lโAltro. Il suo insegnamento ha inciso profondamente d filosofia, critica letteraria e scienze umane.
Blaise Pascal (1623-1662)
Filosofo, matematico e scienziato francese, noto per i suoi contributi alla teoria della probabilitร e per la profonditร della sua riflessione esistenziale.
Nei Pensieri indaga la condizione umana, segnata da grandezza e miseria, mettendo al centro lโinquietudine del cuore umano ed il bisogno di un senso che nessuna distrazione riesce a colmare.
Letture per approfondire
Gli sdraiati di Michele Serra
Un racconto ironico e malinconico sul rapporto tra generazioni, dove il desiderio appare smarrito, sospeso, a volte incapace di trovare direzione. Breve e molto riconoscibile, perfetto per riportare il discorso nella quotidianitร
Atti umani di Han Kang
Un romanzo intenso e frammentato che attraversa il dolore, la memoria e il bisogno umano di senso. Qui il desiderio non รจ esplicito, ma emerge come tensione profonda dentro lโesperienza della perdita e della violenza.
Il complesso di Telemaco di Massimo Recalcati
Pur essendo un saggio, ha un tono accessibile e quasi narrativo. Recalcati riflette sul desiderio delle nuove generazioni e sul bisogno di figure di riferimento, riprendendo in chiave contemporanea proprio il nodo della mancanza.

