Non so come apparirò al mondo. Mi sembra soltanto di essere stato un bambino che gioca sulla spiaggia, e di essermi divertito a trovare ogni tanto un sasso o una conchiglia più bella del solito, mentre l’oceano della verità giaceva insondato davanti a me! (Isaac Newton)
E’ stato un matematico, fisico, astronomo, filosofo naturale, alchimista, teologo, cronologo inglese. Considerato uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, morto nel 1727, ci suggerisce un tratto fondamentale che anche oggi tutti dovrebbero osservare, e lo fa attraverso una metafora: –Vi è un ruolo fondamentale ed estremamente importante da sviluppare… ed è la nostra intelligenza, il nostro investigare, perché il progresso deve progredire sempre più e perché l’intelligenza, che è un dono di Dio, va’ sviluppato-. Il ruolo sconfinato di ciò che ci sta intorno… è impossibile pensare di “decifrarlo” nella sua totalità.
Ma vi è anche un’altra testimonianza, di un altro scienziato, di un altro genio: Blaise Pascal che ci dice che all’età in cui gli altri iniziano a vivere, avendo già percorso tutto l’itinerario delle scienze umane, si accorse della loro vanità e volse la mente alla religione, indagandola e accogliendola poi. Da quel momento, fino alla morte (avvenuta a trenta nove anni), sempre malato e sofferente fissò poi uno dei maggiori problemi della geometria e scrisse pensieri che hanno sia del divino, sia dell’umano!

