La posizione dell’Austria
La situazione in cui si venne a trovare l’Austria intorno al 1860, per quanto riguarda il livello di sviluppo economico, appariva negativa solo se confrontata con la crescita straordinaria che aveva investito il Nord della Germania e soprattutto la Prussia. Se paragonata alle altre grandi potenze continentali europee, l’economia asburgica risultava invece complessivamente solida: si collocava su livelli simili a quelli della Francia e decisamente superiori a quelli dell’Impero russo, ancora fortemente legato a strutture economiche tradizionali. Il giudizio di arretratezza attribuito all’Austria derivava quindi più dal rapido progresso prussiano che da una reale stagnazione economica interna.
L’aumento degli scambi
La politica di basse tariffe sostenuta dalla Prussia all’interno dello Zollverein impedì tuttavia all’impero austriaco una piena integrazione economica con i territori tedeschi. Nonostante ciò, tra il 1850 e il 1870 si svilupparono numerosi accordi commerciali e progressivi avvicinamenti economici che portarono a un aumento significativo degli scambi: le esportazioni e le importazioni tra l’Austria e gli stati membri dell’unione doganale crebbero costantemente, dimostrando l’esistenza di una forte interdipendenza economica anche in assenza di un’integrazione politica completa.
Frammentazione interna
Un limite strutturale della crescita austriaca era però rappresentato dalla forte frammentazione economica interna. All’interno dello stesso impero convivevano infatti regioni altamente industrializzate, dotate di infrastrutture moderne e mercati dinamici, accanto ad aree rurali arretrate e caratterizzate da bassi livelli di produttività. Questa disomogeneità rendeva difficile elaborare politiche economiche uniformi e rallentava la capacità competitiva complessiva dello Stato. A partire dal 1860, nonostante una crescita generale positiva, gli equilibri economici dell’Europa centrale iniziarono a spostarsi sempre più chiaramente a favore della Prussia guidata da Bismarck, la cui potenza industriale e finanziaria era in rapido consolidamento.
L’agricoltura prussiana
Fino al 1840 la Prussia non aveva conosciuto una vera espansione industriale su larga scala; si erano però registrati importanti aumenti della produttività agricola, che avevano sostenuto un forte incremento demografico e favorito l’accumulazione di capitali. Parallelamente si svilupparono processi di specializzazione regionale e una produzione sempre più orientata verso mercati lontani, superando gradualmente l’economia locale di sussistenza.
Verso l’industrializzazione
Nonostante ciò, l’innovazione tecnologica rimaneva ancora limitata e gran parte della produzione continuava a essere destinata al consumo interno, preparando però le condizioni per la successiva e rapida industrializzazione della seconda metà del secolo.

